Morto Pietro Cascella. Martedì i funerali in Toscana

Alessandro Biancardi

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Morto Pietro Cascella. Martedì i funerali in Toscana
I VIDEO E LE FOTO FIRENZE. Pietro Cascella è morto ieri mattina nella sua casa di Pietrasanta, in provincia di Lucca, dove viveva insieme alla moglie, anche lei scultrice, Cordelia Von den Steinen. Era nato a Pescara il 2 febbraio 1921. Per la sua città stava realizzando una nuova opera. Il sindaco D'Alfonso assicura: «vedrà la luce ugualmente. La realizzeremo noi come avrebbe voluto lui».


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[url=http://www.flickr.com/search/show/?q=nave%20cascella&s=int]I PESCARESI FOTOGRAFANO LA NAVE DI CASCELLA[/url]
[url=http://www.flickr.com/search/show/?q=pietro%20cascella]L'ARTE DI PIETRO CASCELLA SU FLICKR[/url]

Se n'è andato ieri mattinanella casa di Pietrasanta dove si era trasferito
da alcuni mesi proprio a causa della sua malattia che lo aveva costretto a lasciare l'abitazione nel castello della Verrucola, a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara.
La camera ardente è stata allestita a partire dalle 16 di ieri nel Chiostro di sant'Agostino, messo a disposizione dal sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni, molto legato all'artista.
I funerali si svolgeranno martedì 20 maggio, alle ore 15, nel Duomo di Pietrasanta a cui parteciperà anche una delegazione ufficiale della Provincia di Pescara, guidata dall'assessore alla Cultura, Paolo Fornarola.
«E' morto un amico - ha detto il sindaco Mallegni - e tutta Pietrasanta, che con lui aveva un rapporto strettissimo, si stringe ai familiari del maestro».
Anche Loris Rossetti, sindaco di Fivizzano, dove lo scultore aveva mantenuto la sua residenza, nell'esprimere le condoglianze alla famiglia ricorda che Cascella ha realizzato la sua ultima opera proprio per il paese della Lunigiana: «é la 'Piazza dei Parchi', una fontana che simboleggia la confluenza dei tre parchi: quello regionale delle Alpi Apuane e quelli nazionali dell'Appennino
Tosco-emiliano e delle Cinque Terre».

BERLUSCONI: «SE N'E' ANDATO UN GRANDE AMICO»

Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati da tutta Italia. Dal premier Silvio Berlusconi, grande amico dello scultore ai presidenti di Camera e Senato.
Berlusconi ha detto:«Scompare con Pietro Cascella uno dei più grandi interpreti della scultura contemporanea. Per me é la perdita di uno straordinario amico che ricorderò sempre attraverso la testimonianza delle sue opere. Alla signora Cordelia e ai suoi figli la mia vicinanza, il mio cordoglio e il mio affetto».
Lo scrive il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, in un messaggio di cordoglio per la scomparsa dello scultore Pietro Cascella .
«Apprendo con sincera commozione la notizia della scomparsa di Pietro Cascella», ha commentato il presidente della Camera Gianfranco Fini. «Era sicuramente l' artista che ha onorato l'Italia con opere di elevata forza espressiva, e che ha interpretato le inquietudini dell'uomo contemporaneo e le tragedie del '900. Il carattere monumentale della sua produzione – ha aggiunto - ha combinato in modo mirabile gli elementi antichi dell'arte e i nuovi linguaggi della modernità. Esprimo ai familiari i sensi del mio più profondo cordoglio e della Camera dei Deputati»
«E' con sincero dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Pietro Cascella , artista
straordinario ed eclettico». Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani in un telegramma di cordoglio inviato alla famiglia dello scultore Pietro Cascella .
«Con le sue opere dotate di eccezionale potenza ed energia espressiva - prosegue il Presidente del Senato - ha saputo rielaborare la grande tradizione arcaica dell'arte in chiave contemporanea. Le sue indimenticabili sculture monumentali, in particolare, esprimono profondi contenuti estetici, insieme ad un universale messaggio di pace e dialogo tra i popoli».

IN ABRUZZO BANDIERE A MEZZ'ASTA


«Con Pietro Cascella scompare uno degli artisti più importanti della scultura del '900». Lo ha
detto il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, annunciando che oggi le bandiere della Regione saranno issate a mezz'asta, in segno di lutto.
«A partire dalle grandi sculture del dopoguerra - ha aggiunto il presidente - che hanno reso celebre l'opera di questo straordinario artista, tutta la sua produzione parla di un grande impegno etico ed estetico. Con l'architetto Ludovico Quaroni ideò e realizzò le sculture per la chiesa di
Francavilla al Mare che rimangono uno degli esempi più riusciti di collaborazione tra un grande architetto ed un grande artista».
«Altri Cascella - ha concluso Del Turco - stanno seguendo le orme dei padri, dei nonni, dei bisnonni che hanno fatto di questo cognome una sorta di firma dell'arte abruzzese».

D'ALFONSO: «STAVA LAVORANDO AD UN ALTRO PROGETTO PER LA CITTA'»

«Con Pietro Cascella scompare una parte importante della memoria pescarese», ha commentato il sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso.
«Una memoria che manterremo sempre viva sia per ricordare un caro amico, che per celebrare un grande artista quale è stato e la sua storia. Tracce del suo amore per Pescara sono visibili in tutta la città», ha sottolineato il primo cittadino, «da piazza Garibaldi all'Università, alla chiesa sul mare. Ma forse il messaggio più bello e completo è rappresentato da Largo Mediterraneo che ospita la Nave e una riqualificazione di cui Pietro Cascella è stato primo interprete, collaborando con l'amministrazione comunale perché la piazza diventasse com'è oggi e tagliando insieme a me il nastro di una simbolica rinascita a cui la sua Pescara andava incontro».
Rinascita che lui condivideva, guardando ad un orizzonte chiaro, come quello senza ostacoli voluto davanti alla sua Nave, rivolta direttamente al mare.
«Un mare che amava moltissimo», continua D'Alfonso, «come amava una città in cui ha saputo sempre essere presente, anche a distanza, nei momenti più significativi o cruciali.
Lo ricordiamo con nostalgia, per un carattere capace di stupire e sorprendere sempre, per quel polemizzare dolcemente e soprattutto per la sua creatività inesauribile, che lo rendeva fonte costante di nuovi progetti».
Stava infatti lavorando ad un nuovo monumento da realizzare nel cuore di Pescara, la "Porta della città", «un progetto di cui non solo avevamo parlato, ma ci aveva fornito precisi elaborati progettuali, perché che doveva prendere presto forma, come al solito, con il suo pieno coinvolgimento».
E il sindaco ha annunciato che verrà realizzato «come lui lo avrebbe voluto, usando i materiali e dandogli la collocazione che ci avrebbe consigliato, perché vogliamo immaginarlo come non l'ultimo, ma un ulteriore dono alla città da parte di un suo grande uomo».
«Con Cascella – ha commentato anche il presidente della Provincia di Pescara, Giuseppe De Dominicis - se ne va uno dei giganti dell'arte italiana del '900, ma anche un grande abruzzese che alla propria terra ha sempre dedicato affetto e attenzione».
«Ho avuto modo di conoscere direttamente il Maestro Cascella - gli fa eco l'assessore provinciale alla Cultura Paolo Fornarola - e di poterne apprezzare le doti artistiche e umane. In particolare, ho avuto modo di conoscerlo negli anni in cui nella mia città, Penne, ha lavorato realizzando nei pressi del museo archeologico la "porta dei tori”».


IL RICORDO DI UN AMICO: «IRONICO, PUNGENTE, AMANTE DELLA VITA»

Amante della vita e della natura; ironico e pungente. Nostalgico della vecchia Pescara. E' preciso il ricordo che ha dello scultore Pietro Cascella il giornalista documentarista Silvano Console che sul maestro, sul fratello Andrea Cascella, e sull'intera famiglia fu autore per la Rai, nel 1993, di due film.
Amante della natura, Cascella aveva preferito la quiete di Spoltore per fare base quando tornava in Abruzzo. Amante del mangiare sano e bene: il maestro lo dimostrava quando di ritorno nella sua regione andava a trovare i suoi amici, produttori del buon vino e dell'altrettanto buon olio.
Amante, della Pescara sua e di Flaiano, tanto da essere polemico, ricorda il giornalista Silvano Console, con chi, proiettato verso la modernità, mostrava di non riuscire a
proteggere quella che il maestro ricordava come la sua "città giardino".
Del maestro, infine, Console ha raccolto un rammarico, quello che il nuovo monumento da realizzare nel cuore di Pescara, la "Porta della città", non avesse ancora visto la luce.



AVEVA REALIZZATO IL MAUSOLEO PER BERLUSCONI

Proprio Cascella aveva realizzato per Berlusconi il mausoleo della villa di Arcore che rappresenta idealmente la volta celeste.
Una scultura astratta all'esterno, di marmo bianco delle Alpi Apuane, fa da cornice alla scala in travertino che porta all'interno della struttura con un vestibolo e una porta scorrevole in pietra da cui si accede al corridoio che porta alle tombe, al centro il sarcofago bianco realizzato per Berlusconi, intorno sulle pareti un fregio che rappresenta delle catene, simbolo della famiglia, perché gli anelli sono legati uno all'altro.
Ancora nessuno riposa in questo mausoleo perché la legge non lo permette e dunque lo scorso dicembre i funerali della mamma del premier, Rosa Berlusconi, si sono svolti ad Arcore ma poi la salma è stata sepolta al cimitero monumentale di Milano vicino al marito Luigi.
«Mi disse: 'non farmi una cosa mortuaria con le falci, i teschi' - ha raccontato tempo fa lo stesso Cascella in un'intervista - e allora ho pensato all'alto, al cielo e ho fatto questa cosa che si chiama
volta celeste».
I lavori sono terminati nel 1993, ma nel frattempo Cascella aveva presentato a Berlusconi un suo amico, il sindaco comunista di Fivizzano, tale Sandro Bondi poi diventato coordinatore di Forza Italia e attuale ministro dei Beni culturali, che ha definito il mausoleo «una delle più
grandi opere monumentali degli ultimi decenni»

UNA VITA PER L'ARTE

Pittore, scultore, erede di una dinastia di artisti, Pietro Cascella, la cui scomparsa è stata
annunciata oggi con parole accorate dal neo-ministro dei Beni-attività culturali Sandro Bondi, si è distinto per la monumentalità delle sue opere, spesso improntate a una profonda sensibilità civile: dal Monumento ad Auschwitz all'Arco della Pace di Tel Aviv, dall'Omaggio all'Europa di Strasburgo a quello alla Resistenza Bella Ciao a Massa.
Nato a Pescara il 2 febbraio 1921, Cascella si avvicina alla pittura fin da giovanissimo seguendo il padre Tommaso e il fratello Andrea.
Nel 1938 si trasferisce a Roma, dove si iscrive all'Accademia di Belle Arti per seguire i corsi di Ferruccio Ferrazzi. Nel 1943 partecipa alla Quadriennale di Roma e nel 1948 è invitato alla prima Biennale di Venezia del periodo post-bellico.
Sono gli anni in cui, insieme ad Andrea, lavora in una fornace per la ceramica e con questo materiale realizza le prime opere di grande formato.
Nel 1958 concepisce insieme al fratello e all'architetto Julio Lafuente il progetto per il monumento di Auschwitz, che sarà realizzato nove anni dopo su un nuovo disegno interamente ideato
da Pietro (e con il progetto dell'architetto Giorgio Simoncini).
Le sue sculture si presentano solitamente composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista ed elementi di purismo geometrico.
Protagonista di molte personali in Italia e all'estero, Cascella realizza negli anni '70 opere di grande importanza, come l'Arco della Pace di Tel Aviv, , l'Omaggio all'Europa a
Strasburgo, il Monumento a Giuseppe Mazzini a Strasburgo, Bella Ciao a Massa. Tra le sculture monumentali degli anni '80 vi sono invece Cento Anni di lavoro allo stabilimento Barilla a Parma,
la Nave per la citta' di Pescara e la piazza di Milano Tre.
Nel decennio successivo realizza grandi opere come l'Agorà all'Università di Chieti, il Monumento della Via Emilia a Parma, la Porta della Sapienza a Pisa, l'Ara del Sole a Ingurtosu in Sardegna, il Teatro della Germinazione nel Parco Nazionale d'Abruzzo e la Volta Celeste ad Arcore (Milano).
19/05/2008 8.39