Sulmona. A scuola di legalità con le forze di polizia

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Educare alla legalità e al rispetto delle regole. É l’obiettivo del progetto educativo, promosso dall’International Police Association di Sulmona, in collaborazione con la Polizia Penitenziaria e la Polizia Stradale, che coinvolgerà alcune scuole elementari della Valle Peligna.
Un ciclo di lezioni che- spiega Mauro Nardella, presidente dell'associazione e tra i realizzatori del progetto.
É il progetto educativo messo in campo dall'International Police Association (organo del Consiglio economico e sociale d'Europa e dell'Onu), dall'aprile 2007 presente a Sulmona con un comitato esecutivo, che ha il fine di promuovere rapporti di solidarietà e di collaborazione tra gli appartenenti delle diverse forze di polizia.
Un percorso intrapreso da Mauro Nardella, attuale presidente dell'organismo e sovrintendente di Polizia Penitenziaria presso la Casa circondariale di Sulmona, e portato avanti grazie alla collaborazione dell'intero corpo di Polizia Penitenziaria e di quello della Polizia Stradale.
Il progetto si articola in un ciclo di lezioni, tenute quest'anno dai rappresentanti della Polizia Penitenziaria e della Polizia stradale, su temi riguardanti la legalità e il rispetto del codice stradale, ed è rivolto agli alunni di alcune delle scuole elementari della Valle Peligna.
Una serie di appuntamenti partiti lo scorso 13 febbraio dall'istituto “Lombardo Radice” di Sulmona, che ha lanciato e co-realizzato il progetto di quest'anno.
A fare da guida in questo percorso educativo e sociale è stata, in particolar modo, la Polizia Penitenziaria.
L'obiettivo è di dare, in ogni modo, la priorità anno per anno ad un diverso soggetto delle forze dell'ordine, facendo capire importanza e ruolo di ognuno nella vita sociale.
In tal senso, oltre a veicolare messaggi semplici e chiari di legalità, quest'anno il progetto –spiega Mauro Nardella- «vuole dare la giusta collocazione del poliziotto penitenziario, che non è un secondino o guardia carceraria e che va visto nell'importante ruolo di rieducatore sociale del detenuto».
Insomma, un'iniziativa a più facce, che vuol far passare un concetto diverso delle forze dell'ordine e che parte dalla scuola primaria non per caso.
«Oggi c'è un vuoto di materie giuridiche a scuola- dice Nardella- che chiede di essere sopperito con progetti educativi che abbiano funzione di tutoraggio. Bisogna imparare fin da piccoli gli strumenti necessari al rispetto delle regole».
In tal senso, la preparazione degli incontri con i bambini è stata seguita da Susanna Loriga, psicologa-criminologa e vicepresidente nazionale, nonché presidente regionale, dell'Organismo Nazionale contro gli abusi psicologici.
L'approccio adottato è stato quello di proiettare spezzoni di un film sull'esperienza del carcere (nel caso, “Detenuti in attesa di giudizio” con Alberto Sordi) e di associare ad ognuno di essi un diverso significato o titolo.
Dopo la buona prova dell'esordio, il progetto continuerà il 20 febbraio, sempre alla “Lombardo Radice” di Sulmona, con una lezione sul rispetto del codice della strada, mentre le lezioni sulla legalità della Polizia Penitenziaria ritorneranno il 27 a Campo di Giove e il 29 a Bagnaturo.
Gli alunni delle scuole coinvolte nell'iniziativa avranno poi l'occasione di recarsi, il 17 marzo, presso la Scuola di Polizia Penitenziaria di Sulmona e di assistere a dimostrazioni sulla formazione e le tecniche di autodifesa di un poliziotto penitenziario.
Sui banchi di scuola del prossimo anno arriverà, invece, la Polizia Provinciale, che presenterà un progetto educativo sull'ambiente.


Angela Di Giorgio 18/02/2008 9.47