Al porto di Ortona torna la lapide repubblicana a ricordo della fuga del Re

Alessandro Biancardi

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ORTONA "La Piazza", il periodico della città, si è fatto promotore di un'iniziativa per ricollocare alla base del molo nord del porto di Ortona una copia della lapide che ricordava la fuga del Re d'Italia Vittorio Emanuele III, trafugata da ignoti lo scorso anno e mai più ritrovata.
La lapide era stata posta nel settembre del 1945 dalla sezione del Partito Repubblicano e voleva ricordare un evento storico, preludio agli eventi nefasti che di lì a qualche mese la città di Ortona avrebbe subìto.
«Ci ha animato uno spirito civico», spiega Patrizio Marino, «con il solo intento di ripristinare un documento a ricordo degli eventi della notte del 9 settembre 1943, che hanno già ricevuto il giudizio della storia e che per questo non è giusto cancellare a distanza di sessanta anni».
La lapide realizzata dai promotori dell'iniziativa riprende fedelmente il testo originario elaborato dai Repubblicani nel 1945, «con tutte le "forzature" dovute al periodo storico», sottolinea Marino.
Durante la cerimonia sarà ricordato Lelio Ferrari, protagonista allora della prima collocazione, di cui il 19 febbraio cade il primo anniversario della scomparsa.
Domenica 17 febbraio alle ore 10.00 la nuova lapide sarà scoperta alla base del molo nord del porto, con una semplice cerimonia aperta a tutti.
«Sono stati tantissimi», assicura ancora Marino, «i cittadini che hanno versato un contributo per la realizzazione della nuova lapide.
Tra le adesioni segnaliamo come primo firmatario l'onorevole Franco Corleone, parlamentare del collegio di Ortona per due legislature dal
1994 al 2001 e l'Associazione Mazziniana Italiana Sez. "Federico Galli – Gianni Merciaro" di Pescara».


(la vecchia lapide trafugata)



LA FUGA DEL RE DA ORTONA

L'8 settembre 1943 venne dato l'annuncio della firma dell'armistizio tra il governo italiano e gli alleati anglo-americani siglato il giorno 3 a Cassibile, vicino Siracusa, dal generale Giuseppe Castellano.
All'alba del giorno 9 settembre, il Re Vittorio Emanuele III e il maresciallo Badoglio, con un seguito di dignitari di corte e alti ufficiali dell'esercito, lasciarono Roma alla volta di Ortona, passando per Pescara, Chieti, Orsogna.
Dal porto di Ortona salparono poi alla volta di Brindisi già liberata dalla presenza nazista e che diventerà da allora e per alcuni mesi il centro dello Stato italiano.

13/02/2008 10.58