I Solisti Aquilani inaugurano la stagione dei concerti

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Quella che si apre domenica prossima, 10 febbraio alle 11 all’oratorio San Giuseppe dei Minimi a L’Aquila, è una stagione particolarmente importante per I Solisti Aquilani perché celebra i quarant’ anni di attività dell’Ensemble abruzzese.
Tutto cominciò con un brindisi firmato Buton, famosa marca di liquori e primo sponsor del ciclo di concerti che dette il via allo storico gruppo.
Era il 1968. I Solisti Veneti, I Virtuosi di Roma e I Musici dominavano allora una scena musicale sui generis, tesa alla valorizzazione dell'antico patrimonio strumentale italiano. Per iniziativa e sotto la guida del fondatore, Vittorio Antonellni, I Solisti Aquilani riuscirono ad inserirsi nella stessa traiettoria e in breve ad affermarsi.
Oltre tremila concerti in tutto il mondo, la partecipazione a festival prestigiosi, l'incontro e la collaborazione con i grandi della musica, le produzioni discografiche: tutto ciò scandisce anni di successi e di consensi, caratterizzati anche da un forte legame con il territorio di appartenenza, in un sapiente equilibrio tra impegni locali e nazionali e impegni esteri.
Oggi alla guida del complesso è il M.° Vincenzo Mariozzi e finalmente è arrivata anche una sede prestigiosa, l'Oratorio San Giuseppe dei Minimi, prezioso gioiello barocco nel cuore della città dove i Solisti si esibiscono.
E qui prende l'avvio la stagione 2008, sulle note di Bach e Ciaikosvki e con un ospite d'eccezione, Massimo Quarta, armato di violino ed anche di bacchetta, tra i più brillanti violinisti della sua generazione e con una ulteriore passione, la direzione d'orchestra.
Quarta è stato il primo italiano ad aggiudicarsi, dopo molto tempo, il prestigioso riconoscimento del “Niccolò Paganini” (1991), il famoso concorso di violino che da trentatré anni, cioè da quando lo aveva vinto Salvatore Accardo nel 1958, sembrava interdetto ai nostri violinisti. Lui ce la fa. Ha 26 anni e con il titolo di “paganiniano” doc si avvia ad una carriera colma di riconoscimenti. E se lo merita tutto l'impegnativo aggettivo.
Chiunque abbia ascoltato il violinista nei Concerti del gran Genovese o nei mirabolanti Capricci non può che essere rimasto catturato dalla straordinaria tecnica e dalla sensibilissima cantabilità della sua esecuzione. Per queste sue qualità l'American Record Guide lo definisce “la personificazione dell'eleganza” e gli vengono conferiti il “Premio Internazionale Foyer des Artistes” e il “Premio Internazionale Gino Tani per le Arti dello Spettacolo”.
Ma la “bacchetta” è in agguato e uno dei massimi talenti del violinismo internazionale decide di vivere la complessa esperienza della esecuzione pubblica a tutto tondo. Non solo come solista, anche come solista-drettore e direttore puro. E questa nuova passione lo porta a collaborare con molte formazioni italiane e straniere, dalla Orchestra della Fondazione “Tito Schipa” di cui è direttore musicale, alla Philharmonia Wien, dal Konzerthaus di Berlino, al Rudolphium di Praga.

Tra i prossimi impegni il debutto come direttore al Concertgebouw di Amsterdam, una serie di concerti in Spagna e una registrazione discografica con i brani di Mozart con la Royal Philarmonic Orchestra di Londra per RPO Records.
Ascolteremo Massimo Quarta nei due Concerti per violino, archi e cembalo in la minore e in la maggiore di J.S.Bach e nella Serenata per archi in do maggiore di Ciaikovski.
Alla stagione concertistica aquilana, che ci accompagnerà fino a dicembre, I Solisti Aquilani affiancheranno numerosi concerti nei maggiri teatri italiani e tournée all'estero.
08/02/2008 13.57