Biblioteca provinciale, nasce il Centro per la storia dell’Abruzzo contemporaneo

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Nasce all’interno della biblioteca provinciale “Gabriele d’Annunzio” di Pescara il Centro regionale di fonti e documenti per la storia dell’Abruzzo contemporaneo”.
Si tratta di un fondo, realizzato grazie al contributo di 49mila euro stanziati dalla direzione Riforme istituzionali, enti locali e controllo della Regione, e promosso dalla collaborazione tra le quattro biblioteche provinciali abruzzesi, dalle università di Chieti-Pescara e dell'Aquila, dall'Istituto abruzzese per la storia della resistenza e dell'Italia contemporanea e dalla Fondazione Europa prossima.
«Lo scopo principale sarà - come spiega Enzo Fimiani, direttore della biblioteca “d'Annunzio” - produrre documenti su trascrizioni di fondi d'archivio, lavori a stampa del periodo contemporaneo, inchieste parlamentari, statistiche elettorali, carteggi e biografie di personaggi, testimonianze orali di protagonisti del nostro tempo, monografie sulle città abruzzesi e fotografie. Oltre questo, poi, saranno organizzati convegni e pubblicati volumi per cercare di far uscire definitivamente l'Abruzzo da una situazione di isolamento e marginalità rispetto al più ampio contesto della ricerca storica italiana».
Il nuovo centro di documentazione sarà illustrato venerdì, 8 febbraio, alle 17,30, nella sala dei Marmi della Provincia, in occasione della presentazione del primo volume che ne farà parte: la ristampa anastatica, curata dalla casa editrice Textus dell'Aquila, del volume “Abruzzi e Molise, tomo I, relazione del delegato tecnico Cesare Jarach, della Inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle Provincie meridionali e nella Sicilia” del 1909. All'incontro, dopo i saluti di Giuseppe De Dominicis, presidente della Provincia, interverranno Luciano D'Alfonso, sindaco di Pescara, Umberto Dante, presidente dell'Istituto abruzzese per la storia della resistenza e dell'Italia contemporanea, e Luigi Ponziani, direttore della biblioteca provinciale “Melchiorre Delfico” di Teramo. Presiederà l'incontro Fimiani.
«La relazione Jarach» - spiega Dante nell'introduzione del volume - «approda ad una ricostruzione rassicurante delle trasformazioni, che vengono scrupolosamente registrate. Dell'emigrazione si mostrano i molti aspetti positivi forse sottovalutando il chiaroscuro. Rispetto alle posizioni ostili assai diffuse tra i ceti danneggiati, vengono indicati puntualmente i benefici che sono clamorosi soprattutto sul piano economico e civile. Questo non solo per gli emigrati, viene osservato, ma per l'intera società. Più variegato il quadro culturale, con un miglioramento dell'igiene, dell'ordine pubblico, in parte della condizione femminile. Si registrano anche delle note dolenti: una certa crisi della famiglia, il diffondersi degli infanticidi, delle vedove bianche, dell'adulterio; le malattie polmonari riportate dalle miniere. Tutti dolorosi risvolti di un processo comunque valutato come proficuo per la crescita economica della regione».

08/02/2008