Il maestro Piovani a Scanno: «un paese che conoscevo solo di nome..»

Alessandro Biancardi

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SCANNO. Sabato è arrivato Nicola Piovani, «il più recente premio oscar della musica da film, se si esclude quello consegnato alla carriera a Morricone», come lo ha presentato il presidente Del Turco. Il maestro ha inaugurato la stagione di avvicinamento alla prima celebrazione del premio Henry Mancini.
Piovani si è esibito al palazzetto dello sport, in "Concerto fotogramma". Si tratta, come ha spiegato il Maestro, di una rivisitazione dello spettacolo che non «portavamo sulla scena da anni e che presenteremo lunedì 15 ottobre a Madrid». Accennando alla costruzione dell'opera, Piovani ha portato l'esempio di un «cannocchiale rovesciato: dietro le quinte c'è la musica, una musica invisibile, di cui non ci accorgiamo. E' un pò come nei film, una bella musica è tale se non ti accorgi che c'è fino a quando non esci dalla sala cinematografica e, riascoltando qualche nota, non ti ricordi di quel film».
Piovani, che ha definito «un'ottima idea» quella di un premio internazionale per colonne sonore dedicato ad Henry Mancini. E poi qualche parola su Scanno: «un paese che conoscevo solo di nome. Il nome ci faceva ridere», puntualizza scherzando. «L'ho sentito per la prima volta perché il mio compagno di banco era di Scanno anche se viveva a Roma». Il Maestro ha però apprezzato moltissimo il paesaggio scannese «una bellezza all'arrivo che ben predispone. Un conto è uscire dal lavoro e trovare Scanno - ha commentato - un conto è uscire e trovare la Tiburtina, dove non sai mai se ti hanno preso la macchina oppure no».
Piovani si è anche soffermato a parlare dei suoi rapporti con i registi di cui ha musicato le colonne sonore. Su Fellini: «Mi raccontò che senza lo sciopero dei lavoratori di sviluppo e stampa, che impedirono di rivedere i giornalieri, non avrebbe vissuto una esperienza professionale nuova. Bene senza quello sciopero - ha svelato Piovani - 8 e mezzo non sarebbe stato quel film visionario che è poi diventato».
Su Roberto Benigni: «E' un miracolo vivente. Le letture su Dante rompono i canoni precedenti dello spettacolo».
Un passaggio del suo ragionamento è stato dedicato alla libertà creativa del musicista nelle colonne sonore. «Non sei chiamato a scrivere una bella musica - spiega - ma sei chiamato a far emergere l'anima della storia, obbligato da una poetica propria del film e a starne dentro la struttura». Piovani ha ammesso che tra le colonne sonore preferite c'è sicuramente quella scritta da Nino Rota per "8 mezzo" ma anche il tema di Ennio Morricone per «la Sconosciuta, che ho riascoltato attentamente, mi ha fatto capire che c'è un'impennata dall'autore».
15/10/2007 9.49