Dal virtuale al reale: quando lo scrittore incontra il suo protagonista

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Le pagine di un romanzo ci possono raccontare una storia, descrivere dei personaggi, far provare tante emozioni. A volte riescono, con la loro forza comunicativa, a far abbracciare due realtà distanti che prima potevano soltanto immaginarsi vicendevolmente: è questo il caso dello scrittore abruzzese Remo Rapino, autore dell'apprezzato romanzo "Un cortile di parole" (Editrice Carabba, 2006).
Nel suo romanzo Rapino narra la storia di Aureliano Nemesio Veloso, un muratore brasiliano semianalfabeta, che spinto da una improvvisa passione per i libri, li raccoglie nel suo cortile, riuscendo poi a realizzare una biblioteca di 40mila volumi. Lo scrittore ha preso la vicenda da una nota della rivista "Poesia" del novembre 2002. Quello che nel romanzo di Rapino è Aureliano Nemesio Veloso, nella realtà è Evado dos Santos, che l'autore abruzzese non conosceva se non per la nota apparsa sulla rivista; allo stesso modo non conosceva il Brasile, dove il romanzo è ambientato.
«Diceva Emily Dickinson che, per viaggiare e conoscere, non esiste veliero più veloce e sicuro di un libro», ha affermato Rapino in una recente intervista, sottolineando come le usanze, la musica, i colori, le strade e la gente che il libro racconta sono frutto non di una esperienza di vita in Brasile, ma di «un ampio e lungo lavoro di preparazione, ricerche, letture, informazioni, passione per un mondo suggestivo, reale e miracoloso».
Lavoro di ricerca realizzato poi come? Grazie ad internet, che ha permesso allo scrittore abruzzese di «visitare dall'alto luoghi e città, vedere strade, macchine che si muovono, persone che camminano» e avere davanti allo schermo la quotidianità di una terra lontana.
E sempre grazie ad internet, a distanza di qualche mese dalla pubblicazione, per una serie di coincidenze fortunate, Rapino è stato contattato dalla biblioteca "Tobias Barreto" di Rio che ha così instaurato un rapporto a distanza tra lo scrittore abruzzese ed Evando dos Santos, il reale protagonista del romanzo. Da lì, una continua frequentazione telefonica dei due, che darà probabilmente il via ad una serie di progetti e collaborazioni italo-brasiliane.
Rapino è stato anche intervistato per il quotidiano "O' globo", uno dei principali giornali del Brasile, dove ha potuto raccontare la sua storia e la sua metodologia anche ai lettori d'oltre oceano.
Una storia che sembra romanzo, un romanzo che è in realtà una storia
vera: l'intreccio tra realtà e finzione, nel mondo della letteratura, è sempre la più bella lettura che si possa fare.

Ernesto Valerio 14/09/2007 8.07