Andy Warhol in mostra fino al 9 settembre

Alessandro Biancardi

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Andy Warhol in mostra fino al 9 settembre
PESCARA – La mostra su Andy Warhol, allestita presso il museo di arte moderna 'Vittoria Colonna', svela molti aspetti, artistici e non solo.
La mostra, presentata in Spagna nel 2006, ha riscosso notevoli consensi per il taglio nuovo che sottolinea alcuni aspetti intimi della vita di Andy Warhol; a differenza di quello che di solito si vede in giro, infatti, quella di Pescara, oltre a presentare i pezzi più noti dall'artista americano (la serie dedicate a Marilyn, a Mao a Mick Jagger, ecc...) si compone anche di opere minori come quelle del 'A gold book' del 1957 e da una serie di 57 fotografie, fornite da Pedriali, che immortalano Warhol in alcuni suoi momenti di vita quotidiana.
«Siamo davvero soddisfatti per come la macchina organizzativa sia riuscita ad ottenere un risultato così elevato – ha commentato De Collibus –. Pensavamo che una mostra su Warhol fosse troppo per una città come la nostra: è come se avessimo portato i Rolling Stones, se stessimo parlando di musica. Poi ci siamo detti – ha proseguito De Collibus – perché non regalare a Pescara un'occasione del genere».
L'intervento di Pedriali ha sottolineato, invece, l'incompletezza del testo curato da Silvia Pegoraro, la quale da dato poca attenzione a quegli aspetti più intimi della vita di Warhol rappresentati nella mostra, invitandola a completare un buon lavoro e a porgere più attenzione a quello che è la quotidianità degli uomini. E' proprio dalla vita di tutti giorni, infatti, che si spiegano alcune scelte riguardanti l'operato di un artista, scelte che difficilmente riesce a notare chi si pone in maniera troppo accademica. Un po' imbarazzata, invece, Silvia Pegoraro che, per le mostre in attivo che ha curato, si è mostrata macchinosa e poco fluida nel linguaggio con un intervento poco rivelatore, esageratamente carico di citazioni, il quale ha posto troppe volte l'operato di Warhol vicino ai mosaici bizantini. Per il resto un'esposizione pubblica che mostra un artista dalla grande abilità tecnica, con un animo silenzioso e con uno sguardo assente a volte terrorizzato dal mondo circostante; un adulto rimasto bambino che cerca nelle persone che gli sono vicine protezione e conforto.
Nella sala 1 l'immagine di Marilyn, trasformata dalle coloratissime pellicole, fa da regina rispetto a tutto il resto; Andy Warhol è uno dei pochi a vedere la diva del cinema come opera d'arte naturale non da rappresentare ma semplicemente da celebrare. Il resto è poesia, attraverso il gioco delle ripetizioni e delle scansioni tonali, le quali animano un ambiente armonico, musicale. Le fotografiche nature morte acquistano, nelle mani di Warhol, un valore diverso, lontano rispetto a quello dei suoi predecessori dove le banane, l'uva e le sue 'Space Fruits' raccontano un'epoca che sta cambiando: quella di una società votata al 'consumo cannibale' a causa dell'imperante pubblicità dei mass-media.
Il desiderio di acquistare quella o questa scarpa, il barattolo di fagioli o qualsiasi altra merce dichiara come l'uomo sia diventato vittima del commercio e come, ancora oggi, non ne sia uscito. Pescara è decisamente il luogo più adatto dove proporre tale mostra; speriamo che i pescaresi si rendano conto della vita che fanno.

Ivan D'Alberto 20/07/2007 9.56