Concluso a Lanciano il progetto sociale nelle scuole contro le violenze

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Dovranno svolgere attività di volontariato, ritornare a scuola o al lavoro e rientrare entro le 23,30: questa la condanna emessa dal giudice del tribunale minore dell'Aquila nei confronti dei quattro minorenni accusati di aver sequestrato e violentato una 14enne nei box dell'Ippodromo di Villa delle Rose. Come molti ricorderanno il fatto risale all'autunno del 2005 e suscitò sgomento e preoccupazione anche perchè dopo alcuni giorni si verificò un altro episodio di violenza. Lanciano, dunque, balzò agli onori della cronaca, per un primato niente affatto edificante.
Una situazione che portò l'associazione culturale donne “I colori dell'Iride” a riflettere sui giovani e sui loro spesso incomprensibili comportamenti.
Nasceva così il progetto “Per rompere il silenzio” destinato ad alcune scuole superiori della città ed affidato a team composti da tre esperte in materie psicologiche, giuridiche e mediche, tutte iscritte all'associazione, che hanno guidato le conversazioni con gli alunni di due classi terze delle scuole interessate (Liceo Classico, Liceo Scientifico, Istituto tecnico commerciale e per geometri, Istituto d'Arte) sul tema della violenza.
Una sorta di corso speciale che si è concluso con risultati costruttivi.
Una relazione dettagliata è stata inviata già ai dirigenti scolastici.
«La maggior parte dei ragazzi ha partecipato con interesse alla discussione e molti di loro hanno sottolineato – spiega una delle psicologhe Nicolina Rotunno – di non aver mai avuto l'occasione di riflettere insieme su questi temi neanche quando i fatti di cronaca lo avrebbero richiesto. In questi momenti non hanno trovato negli adulti la disponibilità a discutere e interpretare gli eventi».
«I ragazzi hanno avvertito la presenza di un velo che ha cercato di coprire – puntualizza la psicologa Cecilia Natarella – una difficoltà del mondo adulto ad affrontare temi ritenuti scabrosi. Noi abbiamo provato ad aprire quel velo invitando i ragazzi a parlare. Abbiamo avuto modo di rilevare una consapevolezza delle differenze educative tra uomini e donne col persistere di pesanti pregiudizi rispetto ai diritti di queste e questo provoca inevitabilmente difficoltà di relazione tra ragazzi e ragazze e incomprensioni con le generazioni precedenti».
Notevole interesse è stato suscitato dalla presenze delle avvocatesse che hanno chiarito non pochi dubbi.
«La stragrande maggioranza dei giovani non ha conoscenza alcuna delle leggi che regolano le molestie sessuali e la violenza sulle donne; la loro ignoranza è quasi disarmante, ma proprio per questo è necessario intervenire con una informazione corretta», rimarcano le avvocatesse Angela Marina Nigro e Daria Rapino.
E anche rispetto a temi più prettamente medici, i ragazzi mostrano una disinvoltura che di fatto nasconde una grande ignoranza.
«E' evidente il bisogno- precisa la ginecologa Rosanna Lorefice- «di informazioni chiare sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmettibili, la contraccezione, la fisiologia del corpo nelle varie fasi di sviluppo. Informazioni che avrebbero dovuto possedere già dagli anni della scuola media inferiore».
Il progetto dell'associazione “I colori dell'Iride” ha cercato non solo di colmare una serie di vuoti ma anche di ascoltare e accogliere i bisogni manifestati dai giovani.
«Vogliamo mantenere un canale d'ascolto sempre aperto e in linea con questo impegno -conclude la presidente Patrizia Di Rocco – l'associazione prevede di organizzare e proporre nuovi interventi per il prossimo anno scolastico».

11/07/2007 10.28