Compositori abruzzesi che hanno lasciato il segno:Della Sciucca ricorda Di Jorio

Alessandro Biancardi

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PESCARA – Secondo appuntamento, domani (sabato 28 aprile) alle 10.30 nella sala Bellisario di Palazzo Mezzopreti, con le conferenze sui “Compositori abruzzesi” organizzate dall'associazione culturale “Campus di musica Muzii-d'Annunzio” del clavicembalista Massimo Salcito.
Dopo lo studioso frentano Gianfranco Miscia, che il 24 febbraio scorso ha ricordato la vita e l'opera del maestro Francesco Masciangelo, suo illustre concittadino, salirà in cattedra Marco Della Sciucca, noto compositore e musicologo abruzzese, ordinario di Composizione al Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli e in passato docente presso le università di Chieti, L'Aquila e Potenza. Della Sciucca, che si occupa prevalentemente di musica rinascimentale e contemporanea, illustrerà i risultati della ricerche condotte sulla figura del musicista Antonio Di Jorio, originario di Atessa e scomparso a 91 anni nel dicembre 1981. Oltre ad essere autore dei principali studi attualmente disponibili su Di Jorio,
Della Sciucca ha anche scritto “Antonio Di Jorio. Percorsi della vita e dell'arte” (Akademos, Lucca, 1999), una esauriente monografia che ricostruisce l'esistenza e la produzione artistica del compositore teatino, tanto amato e conosciuto dai suoi conterranei, eppure trascurato dalla musicologia ufficiale. In Abruzzo ancora oggi Di Jorio è una leggenda che non si spegne. Ma di lui è nota solo una parte della poliedrica produzione artistica, quella per cui conquistò l'appellativo di “Principe della canzone abruzzese”.
Il grande pubblico è ancora convinto, a più di vent'anni dalla morte, che sia stato solo un autore di belle canzoni abruzzesi, alcune delle quali divenute poi di “dominio pubblico” come Mare nostre o Paese mè.
Ma che sia stato, per esempio, un operettista di rare capacità e creatore geniale di melodie italiane che nulla hanno da invidiare ad opere analoghe contemporanee più fortunate, che abbia inoltre composto svariate pagine di musica sacra, da camera e addirittura quattro opere liriche, pochi lo sanno. Senza dimenticare l'instancabile attività direttoriale e organizzativa. Da qui l'iniziativa dell'associazione “Muzii-d'Annunzio”: «Obiettivo del nostro “Centro studi per la musica antica” – spiega il presidente Massimo Salcito – è appunto la riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico-musicale abruzzese, ricchissimo di compositori e produzioni di pregio purtroppo poco conosciuti dal grande pubblico nazionale e spesso anche locale».

Prima e dopo l'incontro Salcito raccoglierà videomessaggi gratuiti di al massimo un minuto su Conservatorio, Campus di Musica, ex Muzii e Caserma della Gdf: i più singolari verranno mandati alle emittenti locali per la diffusione.

27/04/2007 8.45