Marco Travaglio racconta la «scomparsa dei fatti»

Alessandro Biancardi

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LIBRI. «Si prega di non abolire le notizie per non disturbare le opinioni». L'ultimo libro di Marco Travaglio, "La scomparsa dei fatti"(Il Saggiatore, 15 euro), fa registrare dalla sua uscita un ottimo risultato di vendite e, soprattutto, di chiacchiere intorno a quanto raccontato dal giornalista di Repubblica, l'Unità e Micromega.
Questa volta Travaglio ci racconto dello stato dell'informazione in Italia - «una delle piaghe più evidenti del giornalismo italiano degli ultimi anni», svuotata malamente di contenuti e imbottita di parole da bar, puntualmente concentrata sui piccoli fatti che fanno presa e che sorvola sulle malefatte nel belpaese. Un'informazione «malata di revisionismo, corrotta, mercenaria», che punta quotidianamente su menzogne preconfezionate e predigerite.
Ci racconta dei fatti che, magicamente, assumono la forma di opinioni, e vengono trasmessi come tali. «Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto». Non usa mezzi termini Travaglio (on line un estratto del testo), come da sempre del resto ("Bananas", "Regime", Onorevoli Wanted", …), e ci racconta di come vengono nascoste o occultate per sempre le notizie, in cambio magari di un posticino in Rai o di una consulenza regionale. O di chi, per non contraddire la linea del giornale, mette nel cassetto fatti scottanti. O di chi semplicemente li nasconde per paura delle reazioni altrui, sotto forma di querele, cause civili o chissà cos'altro. O di chi, ancora, in rispetto di quella élite di salotto di cui fa parte, decide di proteggere gli amici della poltrona serale, siano essi ex rivoluzionari o ex camicie nere, democristiani o principi.
Un lungo elenco, insomma, di cause e persone, che non dovrebbero mai assumere però la forma di giustificazione di quanto fatto; un libro che cerca di interrogarsi sui perché di questa situazione, senza lasciare punti interrogativi, ma dando più di una risposta al lettore, questa volta sotto la forma e il nome di fatti e personaggi.
Il sito "non ufficiale" di Marco Travaglio www.marcotravaglio.it. L'homepage del libro; "Carta canta", la rubrica di Travaglio su Repubblica.it

Ernesto Valerio 21/04/2007 10.25