Tia, nuova tariffa igiene ambientale: protestano gli artigiani teramani

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La Cna a favore degli artigiani e dei commercianti contro le maxi tariffe derivate dal passaggio dalla Tarsu alla Tia, la nuova tariffa di igiene ambientale. Dopo il mondo imprenditoriale, anche gli artigiani e i commercianti della CNA denunciano le maxi bollette relative al pagamento della Tia, la nuova tariffa di igiene ambientale che ha sostituito la vecchia tassa sui rifiuti solidi urbani.
«Nei giorni scorsi- dichiara il Direttore provinciale della Cna, Gloriano Lanciotti- siamo stati subissati di telefonate da parte di nostri associati artigiani e commercianti che si sono visti recapitare bollette da capogiro. Tra i tanti, l'esempio eclatante di un'officina meccanica di Teramo che quest'anno dovrà pagare 1.228 euro di Tia, rispetto alle 519 euro pagate nel 2004. Altro esempio preoccupante, è quello di un'attività commerciale che sorge nel centro storico della città che dovrà subire un importo di 2.800 euro, a fronte di 300 euro circa pagate lo scorso 2006».
«A differenza del Comune di Teramo – spiega Lanciotti- a Mosciano le tariffe del servizio di gestione del ciclo di rifiuti urbani per il 2007 sono di gran lunga inferiori. Tra gli esempi, i 0,60 euro previsti per i locali per attività di produzione artigianale contro i 4 euro stabiliti per le attività situate nel territorio teramano. Tra le bollette più alte, anche quelle riservate alle categorie dei parrucchieri, barbieri ed estetiste, che pagheranno 5,06 euro al metro quadro. Oltre a subire questo salasso, le imprese CNA dei settori: meccanica, carrozzeria, elettrauto, lavanderia, vetreria, estetica, carpenteria metallica, fotografi, dovranno pagare a parte le tasse relative allo smaltimento dei rifiuti speciali».
«E' pur vero –spiega Lanciotti- che alcune imprese artigiane possono beneficiare di una riduzione di parte della superficie tassabile, ma in relazione all'aumento stabilito dalla Tia, la riduzione riconosciuta è del tutto irrilevante».
Molti associati CNA, infatti, pur pagando l'intera tariffa stabilita dalla Tia, usufruiscono soltanto del servizio pubblico di raccolta per rifiuti non prodotti dalla stessa attività, ovvero di quei rifiuti cartacei prodotti negli stessi uffici.
«La CNA- aggiunge il Direttore- intende porre l'attenzione su un dato estremamente preoccupante: l'atteggiamento poco responsabile dell'amministrazione comunale nel passaggio dal regime Tarsu a quello Tia. Il risultato- commenta Lanciotti- è che le tasse aumentano, mentre mancano gli aiuti e le infrastrutture per valorizzare e sostenere lo sviluppo dell'economia locale».
A tal proposito, la Cna torna a parlare dell'abbandono in cui riversa l'area artigianale di Villa Pavone. Con una lettera al Sindaco Gianni Chiodi, La confederazione aveva segnalato pochi mesi fa l'assenza di infrastrutture adeguate che costringe gli imprenditori della zona a delle vere e proprie carambole per raggiungere i propri capannoni. Oltre a non esserci sufficiente illuminazione, non tutte le strade sono asfaltate e mancano le bocchette per la raccolta dell'acqua.
«La cosa ancor più grave- specifica Lanciotti- è che il piano regolatore non ha previsto uno svincolo per l'uscita della Teramo-Mare nella zona di Villa Pavone. Oltre a rivedere con urgenza le tariffe della Tia- conclude Lanciotti- chiedo quindi all'amministrazione comunale di effettuare un intervento immediato nell'area artigianale. Si tratta di riattivare il sottopassaggio che ha sbocco sulla SS80. In tal modo si snellirebbe di gran lunga il traffico di ingorgo che si crea davanti all'accesso principale, favorendo peraltro il collegamento tra la città e l'intera zona».
La Cna si dice quindi disponibile ad incontrare i rappresentanti comunali per discutere sia delle problematiche relative alle esuberanti tariffe della Tia, sia per risolvere la questione della mancanza di infrastrutture nell'area di Villa Pavone.
20/04/2007 14.38