Giovedì 3 maggio si rinnova il rito dei serpari di Cocullo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2843

Giovedì 3 maggio si rinnova il rito dei serpari di Cocullo
COCULLO. Il Primo giovedì di maggio Cocullo rinnoverà il tradizionale rito di San Domenico Abate, con l'offerta dei serpenti al Santo.
Un evento che si rinnova da secoli e che richiama una grande folla e studiosi da tutto il mondo. Il cerimoniale della festa è fatto di taluni atti propiziatori che affondano le radici in un passato molto lontano. Suonare la campanella, posta all'interno della chiesa, tirando la cordicella con la bocca, mette il fedele al sicuro del mal di denti.
La terra benedetta raccolta nella chiesa, portata a casa e sparsa nei campi, salva i raccolti dagli animali nocivi. I ciambelloni hanno virtù antirabbiche e antiofidiche. Verso le nove del mattino arrivano i Pellegrini di Atina, che in processione si recano alla chiesa del Santo, cantando accompagnati dagli zampognari.
L'aspetto più significativo e l'attrattiva maggiore sono rappresentati dalle serpi, portate in piazza dai Serpari di Cocullo e Casale. Intorno ad esse si accalca la gente.
Le serpi si fanno toccare, prendere e fotografare.
Intorno alle ore 11,00 avanza verso il santuario una processione di ragazze in costume locale, con le autorità cittadine e il gonfalone comunale. Le ragazze portano sul capo un canestro con i “ciambellati”, il pane di San Domenico.
Terminata la Santa Messa, la statua del Santo viene portata fuori e sul sagrato riceve l 'offerta delle serpi. I serpari si avvicinano e mettono sopra il simulacro i loro doni.
I rettili, come per incanto, si attorcigliano intorno al Santo: sulle braccia, sul collo, sul pastorale.
I presenti, soprattutto i locali, seguono ogni mossa con trepidazione, perché le serpi non debbono circondare il viso, in quanto sarebbe di cattivo auspicio. Poi la statua con il suo carico di “offerte” viene portata per tutto il paese.
La processione ha termine con possenti colpi di mortaio che rintronano per tutta la Valle del Sagittario.
Prima che la statua rientri in Chiesa i serpari le tolgono le serpi, che verranno lasciate libere nei campi vicini. Quando tutti sono andati via, i Pellegrini di Atina si congedano da San Domenico con un toccante canto d 'addio.
Nel pomeriggio la festa prosegue con manifestazioni culturali, presso il Centro di documentazione per le tradizioni popolari, “A. Di Nola”, e con manifestazioni civili nella Piazza del paese.

20/04/2007 11.33