Dal 14 al 22 aprile la mostra di Nicola Pacelli

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Aprirà i battenti sabato 14 aprile alle 18 con un vernissage inaugurale la personale di pittura “Scenari” di Nicola Pacelli. L’esposizione nella galleria “Forme Aperte Arte” in Via Galilei 50 verrà presentata dal critico d’arte Valerio Baldassarre e sarà visitabile liberamente fino al 22 aprile dalle 18 alle 20.
«Il concetto di arti figurative – commenta Nicola Pacelli - risponde alla necessità intellettuale di dare ordine ai vari modi di fare arte: al suo interno, la pittura ha valenza ancora più limitativa. Su questo assioma, che ha come conseguenza l'assenza di regole, ho basato il mio fare: svincolato da ogni remora, teso alla ricerca di quell'umanità che - a mio parere - coincide con l'arte».
Rilevanti nel percorso artistico di Nicola Pacelli sono la presenza nello stand della Regione Abruzzo al Canadian National Exhibition di Toronto; numerose mostre personali a Pescara (tra cui “Jazz e visioni”; la prima biennale del '99; e il riconoscimento ricevuto alla IV Rassegna Nazionale di Arti Visive - Sezione Radici a cura di Leo Strozzieri), Roma, L'Aquila (presso il palazzetto dei nobili), Campli (“Realtà e futuribile”, nel 2000) ed infine la partecipazione, a Francavilla al mare, alla mostra “Percorsi” organizzata da Valerio Baldassarre presso il Museo Michetti (MUMI) alla fine del 2004.
Gli ultimi due anni hanno comportato una riorganizzazione e ad un'evoluzione della sua opera: i riferimenti figurativi, nonostante a volte permangano in forma stilizzata, si sono via via perduti nel filtro di una visione più ascetica della realtà e all'interno di un astrattismo espressionistico, sempre caratterizzato da un mirabile contrasto cromatico.
L'impronta contenutistica delle opere di Nicola Pacelli si fa non esibizione artistica fine a sé stessa, per il puro piacere di dipingere, ma espressione di un vissuto partecipato che, nella riflessione dell'intimo, attraverso la mediazione di segni e cromatismi, diviene voce, comunicazione, coinvolgimento comune. (Carlo Savini, Presidente dell'Unione Europea Critici d'Arte e del centro Internazionale Antinoo per l'Arte, in “Una vita vissuta”).
Le sue tessere cromatiche trovano la loro armonia proprio in virtù di una logica ferrea con la quale egli tesse un discorso splendido per suggestione. Al colore egli unisce una superba armonia architettonica, sicchè l'opera é supportata da equilibri mirabili.Il suo inoltre é un colore posto, anzi calato con gestualità lirica sulla tela; colore molto luminoso, anche quando le tinte predilette sono di ordine quaresimale. (Leo Strozzieri, studioso d'arte, in “Diario dell'anima”)

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