Rapina una prostituta ed in questura si scopre il suo dramma familiare

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Ha riempito di botte una prostituta, calci e pugni, l’ha scaraventata a terra e le ha strappato la borsetta. Poi è fuggito. Il caso ha però voluto che in quel momento passasse una volante della polizia che dopo un breve inseguimento ha bloccato un ragazzo di 35 anni. E’ successo ieri sera sulla riviera nei pressi dello stabilimento “Il Moro” verso le 2.
La prostituta, che in quel momento era in compagnia di un'altra giovane polacca, è stata affiancata dall'autovettura da cui è sceso subito il giovane che l'ha malmenata.
La pattuglia della polizia dopo averlo immobilizzato ha notato uno stato di alterazione dell'uomo che è dunque stato sottoposto al controllo del tasso alcolemico rilevando un livello cinque volte superiore al massimo consentito dalla legge.
Poco dopo, negli uffici della Questura, si è presentato il padre dell'arrestato, disperato e in lacrime, che ha raccontato agli agenti operanti la sua triste vicenda familiare che si protrae da tempo a causa delle condizioni psicofisiche del figlio, tossicodipendente ed alcolista. Con le lacrime agli occhi l'anziano genitore, un operaio in pensione, ha chiesto di poter abbracciare il figlio, cosa che gli è stata concessa, ed ha poi spiegato ai poliziotti che da anni sta lottando per trascinare il giovane fuori dal tunnel della droga, tanto che è stato lui stesso a portare la dose di metadone che il figlio assume quotidianamente.
Ha poi implorato i poliziotti di non rivelare altre informazioni alla stampa per non procurare dolore alla moglie malata.

17/02/2007 14.15