Pizzoferrato, sabato cerimonia per ricordare la battaglia del 3 febbraio ’44

Alessandro Biancardi

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Il Comune di Pizzoferrato ricorda la battaglia del 3 febbraio del '44, quando il paese, arroccato a 1.251 metri d'altitudine, si batté e si sacrificò per la libertà. E lo fa con una cerimonia che si svolgerà il prossimo 3 febbraio alle 11 nella chiesa di Santa Maria del Girone.
«La gloriosa storia della Maiella – ricorda il sindaco, Palmerino Fagnilli – nel secondo conflitto mondiale è costellata di scontri ed azioni belliche nel più puro stile partigiano, ma anche di vere e proprie battaglie combattute spesso casa per casa nei centri occupati dalle forze tedesche: la prima di queste fu proprio quella di Pizzoferrato, che costò numerosi caduti negli scontri a fuoco e vite trucidate dal nemico dopo la cattura, oltre ai feriti. Alla Banda dei partigiani di Pizzoferrato, uomini e donne che si sacrificarono per un mondo migliore, va ancora il nostro grazie».
La manifestazione, alla quale parteciperanno anche le scolaresche, prevede la celebrazione della messa e un ricordo di quei giorni di guerra. Alla cerimonia sarà inoltre presente Ermando Parete, originario di Abbateggio (Pescara), 83enne, finanziere che, durante la seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre '43, fu catturato dai nazisti, ripetutamente torturato e poi rinchiuso nel campo di concentramento e di sterminio di Dachau, in Germania. A Dachau sono stati deportati 10.362 italiani, ne sono stati trucidati, nei forni crematori e con le fucilazioni, 9.958. Ne sono sopravvissuti 404. Parete ha resistito a tutto questo e racconterà le atrocità di quel tempo, «affinché – dice - nessuno dimentichi».

01/02/2007 11.21