I dieci anni dalla scomparsa di Domenico Ceccarossi, il principe dei "cornisti"

Alessandro Biancardi

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ORSOGNA. Dieci anni fa, nella notte del 24 gennaio 1997, moriva a Ciampino (Roma) Domenico Ceccarossi, autodidatta divenuto "Principe dei cornisti" come lo definì Riccardo Zandonai, considerato da diversi critici "il più grande del '900, forse di tutti i tempi". A ricordarlo è l'amministrazione comunale di Orsogna (Chieti), paese dove nacque nel 1910 e che gli dedicherà particolari celebrazioni a primavera, quando si svolgerà un concorso internazionale per giovani cornisti a lui dedicato.
«Quando io parlo del corno vedo Ceccarossi in qualunque cornista, perché per me il corno e Ceccarossi sono strettamente uniti in qualunque parte del mondo», disse una volta Igor Stravinski.
Von Karajan, al termine di un concerto, lo abbracciò entusiasmato. Mascagni, nei primi anni '40, fermò l'orchestra e disse a Ceccarossi: «Non immaginavo che anche il corno potesse cantare le mie Maschere».
Episodi di una vita professionale passata come primo corno tra le orchestre sinfoniche dell'Eiar di Milano e Torino, l'orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia e – dal 1944 al 1970 – quella della Rai. Concertista, compositore, didatta di fama internazionale, introdusse per primo il "recital" nella storia del corno.
Uno strumento che seppe far cantare come un violino ma che, a otto anni, quasi detestava. Nella banda di Orsogna ("I diavoli rossi") il piccolo Domenico avrebbe voluto suonare la tromba. Gli diedero, invece, un corno vecchio e sporco, di cui si vergognava. Ma quell'insolito e difficile strumento avrebbe fissato il suo nome nella storia della musica.
Quando il cinema era ancora muto, il giovanissimo Ceccarossi inventava con il corno il sottofondo musicale dei film: interpretava arie d'opera e – accompagnato da un pianista – imitava la parte che sarebbe stata del violino. Fu lì che sviluppò, da autodidatta, un inimitabile virtuosismo.
Con la moglie, la soprano Maria Jolanda Colizza, e la pianista Loredana Franceschini fondò il "Trio Ceccarossi".
Nel 1965 ricevette il "Disco d'oro" della critica discografica italiana per l'incisione dei concerti di Mozart, Haydn e Cherubini realizzata dall'Angelicum. Tra le sue composizioni si ricordano i "Dieci capricci per corno". Nel 1972 fondò a Lanciano (Chieti) i Corsi internazionali estivi di perfezionamento musicale "Fedele Fenaroli".

24/01/2007 11.43