L’arte di Plinio De Martiis ritrovata nella mostra di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Lanciò l'arte americana in Europa e fu mentore di pittori vessilliferi della pop art italiana: Ceroli, Festa, Pascali, Kounellis, Schifano. La sua galleria, denominata La Tartaruga - il nome fu scelto estraendo a caso tra gli altri rimescolati dentro un cappello - costituì un luogo cruciale, negli anni Cinquanta e Sessanta, per il rinnovamento artistico postbellico in Italia e in Europa. Poi su Plinio De Martiis, abruzzese di Giulianova che sposò Maria Antonietta Pirandello, nipote del drammaturgo siciliano, calò il silenzio.
E non ci fu nulla da fare neanche per l'allora ministro Del Turco, quando propose che il gallerista, gravato da rovesci di fortuna, ottenesse il vitalizio del "fondo Bacchelli".
«Le facce dei miei colleghi - scrive il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco, nel catalogo edito da Skira - dicevano in modo eloquente che l'unico Plinio che molti di loro conoscevano era uno storico romano».
«Le sue mostre erano sempre grandi eventi culturali - continua ancora Del Turco - ma a lui non è rimasto niente di quella storia: né la fama, né la fortuna».
Oggi, a tre anni dalla morte, la Presidenza della Giunta regionale, in collaborazione con il Comune di Pescara, rende omaggio al suo talento di fotografo, gallerista, ideatore e organizzatore di eventi, con una mostra intitolata "L'arte e la Tartaruga: omaggio a Plinio De Martiis", che aprirà i battenti il 3 marzo, al museo Vittoria Colonna di Pescara.
Curato da Silvia Pegoraro, l'allestimento si suddividerà in tre sezioni. La prima comprenderà un centinaio di opere, anche inediti, oltre 50 dei maggiori artisti che lavorarono con De Martiis ed esposero nella sua galleria: Burri, Cerola, Dorazio, Festa, Fontana, Kline, Kounellis, Rauschemberg, Schifano, Twombly e Warhol, tanto per citarne alcuni.
La seconda sezione comprenderà una scelta della collezione "Cartelli della Tartaruga", straordinarie opere su carta, utilizzate come locandine degli eventi, che De Martiis fece realizzare ad ogni artista che esponeva nella sua galleria.
Ed, infine, la terza sezione dedicata alle foto scattate dallo stesso De Martiis agli artisti che frequentarono la sua galleria, ma anche a personaggi del mondo della letteratura e dell'arte che, a loro volta, furono affezionati frequentatori della Tartaruga: da Ungaretti a Moravia, da Duchamp al pescarese Ennio Flaviano. Plinio De Martiis, nel 1954, inaugurò la sua galleria d'arte in via del Babuino, a pochi passi da piazza del Popolo, insieme alla moglie Maria Antonietta Pirandello.
Tra le prime mostre quelle dedicate a Turcato, Mafai, Leoncillo, Afro, Burri, Dorazio. Poi è la volta di Kounellis, quindi di Schifano. Dal '63 è l'epoca di Angeli, Festa, Ceroli e Pascali. Contestualmente alla scoperta dei talenti italiani, De Martiis fa conoscere l'arte americana, grazie alla collaborazione con il gallerista newyorkese Leo Castelli. Alla Tartaruga finirono per esporre Twombly, Rauschemberg, De Kooning, Rothko, Kline, Marca-Relli.
Ma Plinio De Martiis fu anche un geniale ideatore di eventi ed, infatti, inventa il "Teatro delle mostre", una mostra al giorno per ciascun artista che ha esposto in galleria. L'evento trasforma La Tartaruga in un laboratorio permanente, occasione di incontro tra artisti, critici e intellettuali. De Martiis continuerà ad organizzare mostre fino alla metà degli anni '80. Nel 1986 contribuisce alla nascita de i "Quaderni della Tartaruga", una rivista d'arte e letteratura. Il più importante riconoscimento gli viene tributato, nel 2003, l'anno antecedente quello della morte, da Duccio Trombadori. In qualità di presidente della giuria della 54 edizione del premio Michetti, gli fece assegnare il premio alla carriera.

19/01/2007 13.48