Mariano Moroni in mostra al museo Michetti

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Sabato 9 dicembre, alle ore 17, 00, presso il Museo Michetti – Palazzo San Domenico di Francavilla al Mare, sarà inaugurata la personale dell'artista Mariano Moroni dal titolo “ Mitologie del quotidiano”, Catalogo Vallecchi, curata da un esponente di primo piano della critica italiana, Alessandro Riva.

FRANCAVILLA. Sabato 9 dicembre, alle ore 17, 00, presso il Museo Michetti – Palazzo San Domenico di Francavilla al Mare, sarà inaugurata la personale dell'artista Mariano Moroni dal titolo “ Mitologie del quotidiano”, Catalogo Vallecchi, curata da un esponente di primo piano della critica italiana, Alessandro Riva.


Si tratta di una rassegna che presenta una vasta panoramica della produzione di Moroni, caratterizzata per uno stile personale di grande interesse oltre che da una spiccata originalità. Dipinti di grande dimensione, composizioni realizzate con il recupero di una serie di materiali tratti dal lavoro quotidiano, istallazioni di grande impatto che hanno già invaso la piazza contigua al Museo e l'atrio di Palazzo san Domenico.
Mariano Moroni, molto noto anche per la sua attività di architetto e di designer di alcuni grandi marchi internazionali, ha recentemente realizzato la grande istallazione nel piazzale della Fiera di Verona.
«Un appuntamento importante», ha scritto Vincenzo Centorame, Presidente della Fondazione Michetti, «che sarà una scoperta per i non addetti ai lavori ma anche una conferma per quanti seguono con maggiore attenzione le novità più significative nel mondo dell'arte. Questa personale invade anche spazi che vanno oltre quelli museali, a conferma della vasta gamma delle possibilità espressive che hanno, comunque, la loro centralità ed il senso profondo nella ricerca artistica».

Mariano Moroni lavora - per dirla à la manière de Robert Rauschenberg - “nel gap esistente” , ha incalzato il celeberrimo critico Alessandro Riva che è anche curatore della personale, “ tra l'arte e la vita”.
La lama acuminata del suo sintetizzatore mentale scandaglia ogni giorno i fondali della propria privatissima memoria per cavar fuori, con il lucido arbitrio dei veggenti, ricordi sepolti dall'oblio del tempo, antiche vestigia individuali, privatissimi spezzoni di memoria familiare appartenenti a un passato ormai remoto rimasti fatalmente impigliati, per qualche buffo scherzo del destino, nella rete impazzita dei ricordi, e poi mozziconi di oggetti e di pensieri appartenenti a un'esistenza vissuta chissà in quale altra giovinezza, feticci, frasi, spezzoni allucinati, simboli totemici della propria personale mitologia visiva.
«Quelle di Moroni», aggiunge Riva, «sono operazioni di cut-up visuale ad alto valore simbolico, secondo un processo di rielaborazione dei rapporti affettivi, di trasformazione in chiave metaforica del proprio vissuto individuale, di rielaborazione mentale e simbolica delle proprie relazioni personali e del proprio habitat identitario attraverso una sofisticata operazione di raffreddamento progressivo, di focalizzazione, di assemblaggio e di ricostruzione filosofico-visuale di oggetti quotidiani, secondo un impianto dal forte rigore compositivo, o, viceversa, attraverso l'utilizzo di oggetti insoliti, stranianti, alle volte discordanti tra loro, ma proprio per questo in grado di scardinare e mettere in crisi i consueti rapporti di potere e di relazione sociale tra le persone e tra la propria indentità profonda e la propria immagine esteriore», conclude il noto critico,«tra il proprio vissuto individuale e il riflesso che ne emana all'esterno, tra il sé e l'altro da sé».
La mostra resterà aperta al pubblico fino al 7 gennaio.
Per saperne di più: www. marianomoroni.it.
07/12/2006 11.20