"Bianco e nero Giacomelli" la mostra fotografica antologica

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il fotografo Mario Giacomelli sarà in mostra presso la sede centrale della Banca di Teramo e, in contemporanea, nel borgo di Castelbasso. "Bianco e nero Giacomelli" è il titolo della meravigliosa antologica dedicata all'illustre fotografo marchigiano, organizzata in collaborazione dalla Banca di Teramo e dall'Associazione Amici per Castelbasso.
La mostra si svilupperà in due diversi luoghi: la sala "Carino Gambacorta" della Banca di Teramo (Viale Crucioli, 3 - Teramo), dedicata alle foto in formato 30cm x 40cm, allestita dal 7 al 31 dicembre 2006; le suggestive vie di Castelbasso (Te), in cui saranno esposte le foto in formato 70cm x100cm dall'8 al 10 dicembre 2006.
La mostra ha lo scopo di ripercorrere i contrasti in bianco e nero delle fotografie di Giacomelli, che si presentano come espressione individuale e rappresentazione soggettiva della sua realtà quotidiana.
«Le foto sono l'impronta del mio intervento in uno spazio, la mia creazione. Le mie immagini sono intrise di vita, del senso tragico del momento».
Così il grande artista-fotografo spiegava le sue creazioni, considerate una delle opere più singolari e sorprendenti della storia della fotografia. Per quarant'anni Giacomelli compone con le sue fotografie, un'opera inimitabile, apprezzata a livello mondiale e che nel tempo imporrà la sua originalità.
«Per me non è importante la foto singola, ma la serie, il racconto. Ciò che conta è quel che nasce nella mia mente».
Il fotografo vuole rappresentare la natura, la realtà rurale, la gente del centro-sud Italia. I paesaggi, contrastati e potenti, diventano nelle sue fotografie visionaria lettura dei segni tragici della terra. Le immagini sono, ogni volta, narrazioni e racconti di vita vissuta, storie di realtà estrema, piccoli componimenti poetici, scaturiti dai movimenti introspettivi nella vita del fotografo.
Il rapporto con la natura, anche umana, rivela nel lavoro di Giacomelli, una costante destinazione fatale, in tutta la sua drammatica caducità. Una scelta davvero originale per rievocare la grande passione che Giacomelli aveva per la poesia, alla quale si ispirava spesso durante i suoi scatti. Il nero profondo, il bianco bruciato, il mosso sono il frutto di una tecnica che richiede molta precisione.
Egli si definiva realista ma si può dirlo senz'altro anche neorealista, in quanto ha comunque ricondotto l'espressione artistica della fotografia a forme di immediata comunicazione, rappresentando la vita nei suoi aspetti più umani, senza idealizzazioni o abbellimenti estetici.
Per Giacomelli la realtà, tuttavia, è sfuggente, dura un attimo, cambia di continuo e per questo che cnon si accontenta dell'apparente ma ricorre «ad un prelievo sotto la pelle dell'oggetto».
Ed ecco, ad esempio, "L'Ospizio dei vecchi", tra le sue più importanti opere, nella quale scopre l'indifferenza. I paesaggi, contrastati e potenti, diventano nelle sue fotografie visionaria lettura dei segni tragici della terra, delle sue piaghe. Forse soltanto nella serie dedicata ai preti che giocano sulla neve Giacomelli si concede una pausa di innocente grazia matissiana.

Nei giorni 8, 9 e 10 dicembre2006, inoltre, per le vie del borgo di Castelbasso si svolgerà una Mostra Mercato dell'Antiquariato accompagnata da una serie di degustazioni gratuite di prodotti tipici locali e dalla presenza dell'AIS, sezione di Teramo.

Orario: A Castelbasso l'esposizione rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.
Presso la sala "C.Gambacorta" sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e
dalle 15 alle 18.

05/12/2006 9.00