"Il ribelle dalla A alla Z", presentato il nuovo libro di Massimo Fini

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1351

L’AQUILA. E’ tornato più battagliero e “ribelle” che mai, Massimo Fini, giornalista e scrittore, con il suo ultimo libro “Il ribelle dalla A alla Z”, presentato ieri presso il Palazzetto dei Nobili. Con lui c’erano Giustino Parisse, vice capo redattore de “il Centro”, il giornalista di Libero Mishka Ruggeri e il sindaco dell’Aquila Biagio Tempesta.
Costruito per voci come un'enciclopedia o un dizionario, questo libro è definito da molti la “summa del Fini pensiero”, della sua insofferenza verso i miti e gli stereotipi del mondo moderno, della sua professione di antagonista. Altri invece, lo hanno liquidato come una semplice provocazione.
Il risultato è un appassionante ritratto del ribelle, protagonista del nostro tempo, che combatte contro i mali della modernità, o meglio del mondo occidentale.
«Con questo libro, che tra l'altro potrebbe essere l'ultimo, non intendo provocare nessuno» ha affermato Massimo Fini «ho solo cercato, come faccio sempre, di portare all'attenzione di tutti argomenti caldi, che dimostrano come il modello di vita che ci siamo costruiti a partire dalla Rivoluzione industriale sia disumano. E' un modello che ci fa vivere male. Per questo nei miei libri cerco di fare un conto razionale dei costi e dei ricavi del modello occidentale. A volte mi chiedo – ha proseguito – se quello che noi chiamiamo progresso in realtà non sia un regresso per la vita di tutti noi».
Il ribelle, in quanto tale, deve esserlo almeno in una certa misura, anche verso se stesso. E così Fini per chiarire il suo pensiero evoca anche la propria esperienza, il suo mestiere di giornalista, le sue passioni di inviato e scrittore. «Essere ribelle vuol dire essere antagonista, essere ribelle nell'anima» ha dichiarato «un comportamento che non vuol dire mettersi i paraocchi, ma essere semplicemente autocritico, opporsi alle verità assolute».
Per scoprire tutta la carica antimoderna del libro, e cogliere il suo filo conduttore, bisogna soffermarsi sulle voci democrazia, globalizzazione, illuminismo, occidente, progresso e relativismo culturale.
La democrazia per Fini è solo «una farsa, un regime di pochi, che contraddice tutti i presupposti da cui parte. E' una truffa che pretende di essere il sistema definitivo per tutti i popoli della terra». Come trovare dunque una via d'uscita alla globalizzazione e dall'inesorabile omologazione? Massimo Fini suggerisce la riscoperta delle piccole realtà, di «quelle affinità tra le persone che noi occidentali abbiamo perso».

M.I. 01/12/2006 7.27