D’Amico: «Ecco perché è giusto pagare più tasse»

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (14.45) ABRUZZO. Nuove tasse. E’ polemica tra Regione e sindacati. Ma a sentire l’assessore al bilancio pare sia una cosa necessaria, proprio mentre il centro destra alza i toni per capire come mai nel bilancio di previsione del 2007 c’è un incremento della spesa di oltre 2 milioni di euro. Per fare cosa? Spese di rappresentanza e varie (di certo non opere o servizi utili al cittadino). Per ora il presidente del consiglio Roselli ed il dirigente di area non hanno saputo dare risposte in commissione. Di sicuro questa storia avrà un seguito anche prima che il documento finanziario arrivi in aula per l’approvazione del consiglio.


AGGIORNAMENTO (14.45)


ABRUZZO. Nuove tasse. E' polemica tra Regione e sindacati. Ma a sentire l'assessore al bilancio pare sia una cosa necessaria, proprio mentre il centro destra alza i toni per capire come mai nel bilancio di previsione del 2007 c'è un incremento della spesa di oltre 2 milioni di euro.
Per fare cosa? Spese di rappresentanza e varie (di certo non opere o servizi utili al cittadino). Per ora il presidente del consiglio Roselli ed il dirigente di area non hanno saputo dare risposte in commissione.
Di sicuro questa storia avrà un seguito anche prima che il documento finanziario arrivi in aula per l'approvazione del consiglio.


[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=7174]LO SCONTRO IN COMMISSIONE[/url]


«Dalle parti sociali e dai sindacati non mi attendevo certo un no preconcetto, ma l'indicazione di un percorso comune da portare avanti per uscire dall'impasse finanziario nel quale si trova la Regione».
Lo sostiene l'assessore al Bilancio, Giovanni D'Amico, rispondendo ai rappresentanti sindacali sul bilancio e sulla legge finanziaria in fase di elaborazione.
«L'azione della Regione - spiega l'assessore - è fortemente segnata dal deficit sanitario. Le indicazioni fornite dallo Stato ci spingono ad indirizzare la nostra politica finanziaria verso il recupero del debito sanitario necessario per raggiungere il pareggio. In questo senso - spiega D'Amico - l'aumento nel bilancio regionale dello stanziamento in favore del fondo sanitario genererebbe una riduzione di risorse verso altri settori che andrebbe a vanificare il ruolo di stimolo che la regione deve svolgere per sostenere i segnali di ripresa della nostra economia. Da qui l'idea di destinare prioritariamente gli aumenti fiscali già in atto all'azione di sviluppo, e questo risponde ad una scelta ben precisa a fronte di un aumento del prelievo fiscale previsto dalla finanziaria nazionale che andrebbe tutto al risanamento sanitario fino al pareggio, con una regione che uscirebbe dal contesto socio economico della sua funzione istituzionale di soggetto fondamentale e strategico».
«Questa indicazione politica - aggiunge l'assessore al Bilancio - non viene solo dalla Regione Abruzzo. Ci sono regioni, come l'Emilia Romagna e la stessa Toscana, che pur avendo raggiunto una certa virtuosità nei conti della sanità pubblica, già dalla prossima finanziaria prevedono aumenti per Irpef e Irap necessari per finanziare politiche di sviluppo. Lo stesso discorso vale per la Liguria che lascia invariate le due aliquote ma ha previsto un aumento del 10% del bollo. Allo stesso modo per la regione Lazio che nel 2007 ha già fissato le aliquote Irap e Irpef al massimo. Come si vede, dunque, per la Finanziaria ci si muove su un terreno che è comune ad altre regioni».
«E' chiaro - conclude D'Amico - che la decisione politica finale spetta alla Giunta e al Consiglio regionale».

29/11/2006 10.12

UIL:«LA POSIZIONE DELL'ASSESSORE NON E' CONDIVISIBILE»

«La proposta illustrata dall'assessore D'Amico alle parti sociali di chiedere al Governo di poter anticipare al 2007 la facoltà data alle Regioni a partire dal 2008 di incrementare ulteriormente, a copertura del deficit sanitario, l'IRAP e l'IRPEF REGIONALE oltre i massimali, che in Abruzzo già stiamo pagando, e di poter fare tale operazione a fronte del disavanzo complessivo del bilancio regionale invece che specificamente per il disavanzo della Sanità, non è condivisibile, perché si prefigge ancora un ulteriore incremento delle tasse, aggiuntivo a quello già applicato, quale via maestra per far quadrare i conti».

E' questa la posizione della Uil che in un documento a firma del segretario regionale Roberto Campo ribadisce quanto già detto giorni fa.
«Non siamo a conoscenza dell'elenco degli sprechi che si pensa di tagliare: su questo sinora non ha avuto luogo alcun confronto con le parti sociali», ha spiegato Campo, «la questione del deficit rimane non chiarita: l'Assessore D'Amico prevede 125 milioni di disavanzo per il 2007, ma il Piano di rientro della Sanità Abruzzo, che la Regione sta negoziando con il Governo, dichiara di coprire interamente il disavanzo sanitario con gli incrementi dell'Irap e dell'Irpef regionale già scattati quest'anno e reiterati per gli anni successivi, in attesa che nel corso del triennio la copertura del deficit sanitario sia assicurata dai risparmi prodotti dall'opera di risanamento, rendendo non più necessario il ricorso alle maggiorazioni di Irap ed Irpef regionale». Se il Piano della Regione Abruzzo sulla Sanità è valido, Campo ipotizza che l'Assessore al Bilancio non crede in tale Piano, per cui seguiterebbe a parlare di conti sanitari fuori controllo.
«Se così stanno le cose», conclude Campo, «è bene che lo si dica apertamente traendone poi tutte le conseguenze, oppure che i 125 milioni siano un disavanzo extra-sanitario, che non sappiamo come si sia generato, e che si pensa di coprire sempre con la stessa misura: più tasse su lavoratori, pensionati e imprese. E' ora che si faccia un'operazione verità sui conti pubblici regionali, premessa ineludibile di qualsiasi confronto sulle scelte da compiere».

29/11/2006 14.53