I cornuti sfilano a San Valentino tra superstizione e tradizione

Alessandro Biancardi

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SAN VALENTINO – Ritorna, come ogni anno, l’originale “processione dei cornuti” in occasione della festa di San Martino. Questa sera, alle ore 19, “cornuti” o presunti tali sfileranno per le vie del paese in memoria di un antico rituale, che affonda le proprie radici su aspetti sacri e profani appartenenti a lontane civiltà.
«L'origine di questa festa non è molto chiara e la memoria storica della nostra gente non è concorde a riguardo – afferma Silvio Pascetta, studioso locale nonché Vice presidente della Pro-Loco di San Valentino – si può dire con certezza che essa era già presente nella seconda metà dell'Ottocento; le ricerche fatte fino ad ora però non permettono di risalire oltre. Nella festa si distinguono due aspetti – ha proseguito Pascetta – quello più antico riguardante il nucleo caratteristico della processione, che è rimasto immutato a memoria d'uomo, e quello legato all'espressione estemporanea, affidata all'inventiva dei partecipanti che è cambiata e cambia di anno in anno. Gli elementi più antichi ed essenziali sono la congrega, le corna e la reliquia. La congrega è il gruppo di chi organizza la festa; una volta potevano essere solo gli uomini e solo quelli sposati. Anticamente, infatti, la processione era assolutamente vietata ai ragazzi e alle donne non sposate. Le corna portate in processione – ha sottolineato il presidente dell'associazione culturale – sono quelle di alcuni animali da pascolo come le mucche e le capre, ma spesso sono utilizzati anche due peperoncini collocati su cappelli. La reliquia invece è la riproduzione, più o meno stilizzata, di un fallo in legno ed è la presenza di quest'elemento, che contraddistingue la “processione dei cornuti” di San Valentino da altre manifestazioni similari presenti in Italia. La reliquia – ha continuato Silvio Pascetta – è portata in processione coperta da un velo, ed è consegnata all'ultimo uomo sposato dell'anno in corso. Questo strano rituale, che non ha corrispettivi in nessun'altra zona d'Italia e d'Europa, presenta nella rappresentazione diverse scene come quella denominata “Il compare, la comare e il marito cornuto”; tre maschi, uno travestito da donna, rappresentano momenti di corteggiamento e di tradimento. Altri elementi che caratterizzano la processione sono la presenza di campane, candele accese, canti e stornelli più o meno allusivi, tradizionali o estemporanei. La tipologia del rituale – ha concluso Pascetta – rimandano a manifestazioni sicuramente pagane, le quali hanno trovato una particolare coesione con ricorrenze cristiane».
La manifestazione stimola, ad ogni edizione, l'intera popolazione la quale s'impegna al meglio alla riuscita della processione.
Ivan D'Alberto 10/11/2006 18.18