Stop al "Laboratorio di musica antica": lo sfogo del promotore Salcito

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Restano “orfani” gli allievi del Laboratorio di musica antica di Pescara e con loro quanti attendevano di iscriversi alla quarta edizione del corso avviato tre anni fa al Conservatorio “Luisa d’Annunzio” dal clavicembalista Massimo Salcito. Il quarto ciclo di lezioni non ci sarà. Lo ha annunciato questa mattina lo stesso Salcito, che ha organizzato nell’aula 4 di Palazzo Mezzopreti, “base operativa” del progetto, una grande festa di chiusura della terza annata di attività. E a questo punto di addio.
«In questi tre anni – ha ricordato il musicista – molti dei soldi per mandare avanti l'iniziativa li ho tirati fuori di tasca mia. E non è stata certo una passeggiata: dai 5mila euro della prima edizione, il costo complessivo, considerato anche il lavoro che c'è stato dietro, è salito a circa 22mila euro. Eppure l'ho fatto senza remore, perché sono convinto che a Pescara ci siano molti giovani talenti da valorizzare e servono opportunità di visibilità come quella offerta dal Laboratorio. Alcuni degli studenti di canto, ad esempio, hanno sostenuto importanti audizioni in ambito regionale e sono stati presi, mentre un allievo del corso pratico di liuteria, novità assoluta in campo nazionale, sta realizzando con un maestro artigiano una viola da gamba del Settecento. In futuro il Laboratorio avrebbe potuto sfornare costruttori d'eccellenza, invece...».
Chissà come prenderanno la notizia ex corsisti ed aspiranti tali.
Il corso, articolato in lezioni teoriche e pratiche con docenti da tutta Italia, workshop e incontri di preparazione dell'allestimento finale (quest'anno ispirato all'opera “Acis and Galatea” di Hendel), ha registrato una media di 100 iscritti frequentanti, almeno 80 impegnati nel saggio conclusivo, ai quali vanno poi aggiunti i collaboratori esterni per avere un'idea approssimativa delle persone coinvolte.
«Senza contare il bacino di utenza esterno – ha sottolineato Salcito – che non è più solo composto dalle famiglie degli studenti, un tempo gli unici spettatori delle prove di fine anno, ma oggi ingloba centinaia di docenti, studenti, appassionati e neofiti della materia provenienti anche da fuori regione».
Un successo indiscusso, insomma, che però non è bastato a scongiurare l'infelice epilogo. «Ho inoltrato la richiesta per l'attivazione della quarta edizione del Laboratorio ad aprile – ha spiegato Salcito – e non ho mai avuto risposta. Ma la colpa non è del direttore del Conservatorio Perigozzo. In Abruzzo esistono tre Conservatori, a Pescara, L'Aquila e Teramo, e i fondi disponibili non bastano per fare ognuno tutto ciò che si programma. In realtà, manca una politica di coordinamento e ottimizzazione. Problema che potrebbe essere risolto attivando una sinergia finalizzata innanzitutto ad evitare corsi ed iniziative “doppione”». Un aiuto economico, in ogni caso, non guasterebbe. «Non avrei difficoltà a trovare un privato che sponsorizzi il Laboratorio – osserva Salcito – ma sono docente del “d'Annunzio” e voglio lavorare al suo interno, non parallelamente. Potrebbe darci una mano il Comune, però dovrebbe fare richiesta chi di dovere, non certo io come singolo. Quanto alla Provincia, anche se ci è stata sempre vicina dal punto di vista organizzativo, a tutt'oggi non esiste una voce di bilancio espressamente dedicata al Conservatorio». La carenza di spazi è un' altra nota dolente.
«Spero che l'idea del Campus della musica abbia più fortuna del mio Laboratorio – conclude Salcito -: non condivido affatto la soluzione alternativa proposta dal Comune, perché i locali che dovrebbero essere ricavati nei pressi del bowling non risolveranno il nostro problema e oltretutto non accontenteranno i tanti cittadini contrari alla costruzione della caserma della Guardia di Finanza sulla strada parco».

02/11/2006 9.33