"Budapest 1956. La rivoluzione": desiderio di libertà: le foto di Lessing

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il 23 ottobre 1956 una dimostrazione di studenti e operai nel centro di Budapest dava inizio a una vera e propria rivolta popolare contro la politica repressiva del governo filosovietico. Nel breve arco di due settimane la rivoluzione fu stroncata con l'intervento dell'esercito russo, lasciando sul terreno oltre 3mila morti e provocando la fuga di oltre 150mila profughi in Occidente. A distanza di cinquant'anni il grido di amore alla libertà che il popolo ungherese ha lanciato conserva piena attualità, perché è un grido che va oltre l'orizzonte di una scelta politica, per puntare diritto al cuore dell'uomo di ogni tempo: esprime l'incancellabile desiderio di libertà che vive nel cuore di ogni uomo.
Raccogliendo questo grido, il Centro Culturale “Jacques Maritain” di Chieti, nell'ambito delle attività di promozione della cultura dei diritti umani e della pace, organizza dal 30 ottobre all'11 novembre, nell'aula magna della facoltà di Lettere e Filosofia dell'università “G. d'Annunzio”, la mostra “Budapest 1956. La Rivoluzione” con la partecipazione del Comitato permanente per la pace e i diritti umani della Regione Abruzzo, con il patrocinio della Facoltà di Lettere e Filosofia della “d'Annunzio” di Chieti e con la collaborazione dell'associazione di studenti universitari “Lista Aperta”.
La mostra è realizzata sul reportage del grande fotografo Erich Lessing. Nato a Vienna nel 1923, Lessing fotografa la Seconda guerra mondiale al seguito dell'esercito inglese. Ha lavorato principalmente per Life, Paris Match, Picture Post, Epoca e Quick Magazine, documentando gli avvenimenti politici nell'Europa del dopoguerra e soprattutto gli eventi dei paesi comunisti che stavano nascendo in quel periodo. Per il suo lavoro sulla rivoluzione ungherese del 1956 ha ricevuto l'American Art Editor's Award.
La mostra verrà inaugurata lunedì 30 ottobre alle 17.00 presso l'aula magna della Facoltà di Lettere e Filosofia di Chieti dal curatore Sandro Chierici, direttore dell'agenzia editoriale Ultreya di Milano, alla presenza del preside della facoltà, il professor Stefano Trinchese, del professor Francesco Caccamo, docente di Storia dell'Europa orientale, del consigliere regionale Fabrizio Di Stefano, componente del Comitato permanente per la pace e i diritti umani della Regione Abruzzo.

30/10/2006 7.47