«L'ultima luna»: donne anomale e streghe in una società maschilista

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il nuovo libro di Camillo Carrea, sarà presentato questo pomeriggio alle ore 18, presso la Libreria Feltrinelli di corso Umberto I ada Umberto Russo, Piergiorgio Greco, Dino Viani, Lelio Pili.
Donne diverse, anomale, forse streghe, sullo sfondo di un paese dimenticato dell'entroterra abruzzese, nel quale si avverte qualcosa di «sbagliato», un'inquietudine palpabile tra le ipocrisie di una società maschilista – arcaica e a suo modo «talebana» – e la volgarità diffusa dal nuovo potere dei media. Ma c'è qualcosa che non quadra nell'aria, nella terra, anche nell'acqua, storie e leggende che riemergono dal passato, forse di alchimisti, di eretici.

La grande Storia si intreccia a quelle minori e sconosciute di giovani che fuggono lontano, alla ricerca di una pace interiore che non troveranno. Sono pagine inquietanti eppure cariche di ironia, divertimento, dissacrazione dei troppi luoghi comuni quelle che accompagnano in un percorso avvincente e sorprendente l'ultimo romanzo di Camillo Carrea, «L'ultima luna» (Prospettiva editrice, Roma, 2006).
Carrea, nato ad Atessa (Chieti) nel 1962 e residente a Colledimezzo, è al suo secondo lavoro di narrativa dopo la raccolta di racconti «L'uomo del Gambrinus» (Serarcangeli, 2004). Si è messo in luce in diversi concorsi letterari, tra i quali il Premio Pompei nel 2001, il premio letterario internazionale Il Molinello di Siena nel 2002, il premio internazionale Mondolibro di Roma nello stesso anno. Nel 2001 ha pubblicato una raccolta di poesie, «Così ti parlo» (Libroitaliano, Ragusa).
«L'ultima luna» ha il tocco di un lessico tragicomico e surreale, un po' sullo stile di Stefano Benni; le situazioni al tempo stesso drammatiche e divertenti di John Fante; una capacità quasi cinematografica di dipingere gli scenari e i percorsi della mente, nonché di giocare con le ombre della paura e di creare l'attesa su ciò che sta per accadere, tanto vicina ai ghirigori di Stephen King.
Ci sono le inquietudini di nonno Celestino e nonno Bonifacio; la storia di Gennaro, Gunnar, lo svedese segnato per sempre da esperimenti alla Mengele subiti in un'impensabile Svezia; la falsità del cantante idolo dei giovani, Nello Ditti; il racconto ben poco ufficiale e dissacrante della spedizione dei Mille e del ruolo avuto dalla Massoneria; un paese dominato da una stirpe di medici gattopardi; la bellezza indecifrabile di Infinita, il cui volto riflette misteriosamente i lineamenti di una ragazza che appare sullo sfondo di un murale nel Bar della luna nuova.

28/10/2006 10.30