Matarazzo:«A Pescara non c’è spazio per l’arte ed il Comune è insensibile»

Alessandro Biancardi

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PESCARA – Non accadeva ormai da anni che una mostra personale richiamasse così tanto pubblico, eppure Antonio Matarazzo, artista pescarese è riuscito, con la sua inedita esposizione, a fare la differenza e a far vacillare, per un attimo, il mondo della cultura e della politica locale.

PESCARA – Non accadeva ormai da anni che una mostra personale richiamasse così tanto pubblico, eppure Antonio Matarazzo, artista pescarese è riuscito, con la sua inedita esposizione, a fare la differenza e a far vacillare, per un attimo, il mondo della cultura e della politica locale.



«L'amministrazione cittadina è troppo presa a realizzare teatri da 4 mila posti – ha dichiarato il pittore abruzzese – per dare la possibilità agli artisti di poter esprimere le proprie idee attraverso le esposizioni pubbliche. Pescara, città orfana di uno spazio espositivo, non può pensare ai creativi, i quali non portano soldi ma si limitano a raccontare e a descrivere l'anima della città. Poco male – ha proseguito Matarazzo – questa per me sarà l'ultima mostra che farò a Pescara; i miei obiettivi adesso sono altri e sono stufo di chiedere l'elemosina a persone che non meritano nemmeno la mia attenzione. E' capitato quando è crollato il tetto del mio studio costringendomi a lavorare su un terrazzo al freddo e al gelo; in quell'occasione chiesi al Comune uno spazio dove poter lavorare almeno per i primi periodi, la risposta è stata negativa. La cosa strana – ha concluso l'artista pescarese – è che molti di quei politici, i quali risposero no alla mia richiesta, comprano i miei quadri e spesso presiedono le mie mostre».
Il colpo di grazia è stato sferzato con l'apertura della mostra, tenutasi, lunedì pomeriggio, nelle sale espositive del museo delle “Genti d'Abruzzo”; questa volta ad essere messa ko è stata la realtà artistica contemporanea locale.
L'esposizione, infatti, dichiara come sia ancora possibile comunicare idee e sentimenti profondi attraverso il figurativo e, in particolar modo, con il paesaggio di cui Matarazzo è un generoso interprete.
Le tele dalle grandi dimensioni raccontano il mondo contemporaneo attraverso l'utilizzo di una tavolozza fluida, impalpabile e aristocratica.
Flash chagalliani fusi con archeologie impressioniste descrivono vedute paesaggistiche le quali affondano le loro radici a immagini dell'anima; “Paesaggi dell'anima”, infatti, è il titolo della mostra.
Presenti al vernissage un parterre ricchissimo di personalità quali Filippo Pasquali, presidente del consiglio provinciale, Adelchi De Collibus, assessore comunale alla cultura, Nicoletta De Gregari, editore “Tracce”, Giovanni D'Alessandro, scrittore e Antonio Zimarino, critico d'arte. La mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al 31 ottobre secondo l'orario del museo.
Ivan D'Alberto 25/10/2006 8.44