«Commissione invalidi civili stipata in locali angusti e non attrezzati»

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. I locali del nuovo distretto sanitario individuati presso il DSB di San Giovanni Teatino come sede della nuova Commissione Invalidi Civili, sarebbero assolutamente inadeguati. Problemi di ampiezza e logistica che creerebbero non pochi problemi ai componenti della Commissione invalidi civili.
Lo sostiene Bruno Di Paolo, Capogruppo della DC alla Regione Abruzzo, molto attento alle problematiche della Asl teatina. Sull'argomento lo stesso consigliere ha presentato una interrogazione all'assessore alla sanità Mazzocca.
«Sono allibito di fronte alla facilità con cui vengono destinati locali a servizi così delicati da parte della ASL, senza preoccuparsi minimamente di verificare che, quantomeno le strutture interessate, rispondano ai requisiti minimi per lo scopo a cui sono destinate», ha detto Di Paolo, «è questo il caso della nuova Commissione Invalidi Civili, alla quale sono stati assegnati i locali del Distretto Sanitario di Base di San Giovanni Teatino, purtroppo inadeguati alle necessità di operatori e utenti. La prima grave lacuna è relativa alla totale mancanza di archivi idonei a catalogare i fascicoli personali dei pazienti, assolutamente necessari per garantire il rispetto dei princìpi dettati dalla legge sulla riservatezza. Gli addetti sono, quindi, costretti a lasciare i faldoni accatastati alla meno peggio nella sala d'attesa, a libero uso di chiunque voglia prenderne visione».
Questa situazione secondo il consigliere violerebbe la legge 675/96 e del successivo D.Lgs 196/2003, eppure anche questo aspetto passerebbe in secondo piano se si considerano le dimensioni dei locali.
«Sono talmente piccoli», assicura Di Paolo, «da non permettere la opportuna separazione del settore amministrativo da quello sanitario, con il risultato che non è possibile predisporre gli opportuni ambulatori da destinare alle visite mediche. Visite che, mi preme ricordare, rappresentano il principio fondamentale su cui poggia l'attività di valutazione della Commissione stessa. Per finire, come se ciò non bastasse, la solita cronica carenza di personale amministrativo che non permette il rapporto diretto quotidiano con l'utenza, poiché la struttura può rimanere aperta solo due giorni a settimana. Insomma, da un guaio all'altro. Con la protesta dei cittadini che si fa ogni giorno sempre più vibrante e con i responsabili apparentemente sordi di fronte a così tanti accorati appelli».

17/10/2006 13.00