In Abruzzo l’anteprima del libro "Vorrei essere un uccello"

Alessandro Biancardi

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May Haddad è un medico libanese, da anni impegnata in un capillare lavoro a favore delle donne e dei bambini che vivono in aree svantaggiate o teatro di conflitti.
E' la curatrice del libro “Vorrei essere un uccello” realizzato con la straordinaria collaborazione proprio dei bambini palestinesi profughi. Grazie al progetto “Linea di pace”, realizzato dall'associazione Deposito dei segni e sostenuto dagli enti locali abruzzesi, May Haddad sarà a Teramo domenica 15 ottobre e a Pescara il giorno successivo, per presentare in anteprima la versione italiana del suo libro (editore Giuseppe Zambon).
«La forza del messaggio proposto con lo sguardo delicato e innocente dei bambini rappresentano una miscela unica, di grande impatto comunicativo – afferma l'assessore alle politiche sociali, Mauro Sacco -. Queste immagini valgono fiumi di parole contro l'insensatezza della guerra. May Haddad, per la sua dedizione nei confronti di chi soffre è un personaggio eccezionale e mi auguro che in tanti non perdano l'occasione di conoscerla».
A Teramo l'appuntamento è per domeneica 15 ottobre le ore 17,30 nell'Aula Magna del Convitto Nazionale “Delfico” – con il patrocinio della Commissione Pari Opportunità – e a Pescara il 16 ottobre alle ore 17,30 alla sala del Museo di Arte Moderna Vittoria Colonna.
Per l'occasione sarà proiettato il documentario “Childhood in the midst of mines” (Infanzia tra le mine) di Hicham Kayed che racconta della drammatica realtà dei luoghi minati e di come i bambini vivono la presenza delle mine nei loro villaggi.
L'iniziativa editoriale è stata accolta con grande interesse alla Fiera di Francoforte proprio che le splendide fotografie che lo compongono sono state realizzate da bambini di 9/14 anni. Il libro è il risultato di un progetto educativo (apprendimento attivo ed espressione creativa, secondo il pensiero dell'educatore brasiliano Paolo Freire) che prevede percorsi pedagogici di prevenzione al disagio sociale e adolescenziale rivolto ai bambini e ragazzi dei campi profughi palestinesi di Shatila e Bourj Al-Barajneh in Beirut. Il progetto mirava a dare la possibilità ai bambini e ragazzi di fare una ricerca storica e culturale sulle loro comunità, riflettere sulle loro vite ed esprimere le loro preoccupazioni, speranze e desideri da un punto di vista speciale quello del foto-video-reporter e giornalista, infatti oltre al libro sono stati realizzati anche due film-video- documentari.
«May Hahhad collabora con il Centro Al Jana di Beirut – spiega Cam Lecce del deposito dei segni - che è anche promotore dell'importante Meeting Internazionale” Janana Summer Camp” che ci vede partecipi, come formatori nel campo della pedagogia teatrale e didattica artistica. Una esperienza che ha segnato il nostro percorso artistico e personale e che, grazie al progetto Linea di Pace, cerchiamo di condividere con gli abruzzesi».
Di significativo impatto anche il documentario “Childhood in the midst of mines” per la semplicità con cui racconta il quotidiano di bambini e ragazzi che vivono in territori: campi, strade, giardini, boschi infestati dalle mine. In particolare il villaggio in cui è stato girato il documentario nel sud del Libano dopo la trascorsa guerra tra luglio e agosto 2006 non esiste più. L'autore il regista Hicham Kayed, del centro Al- Jana, ha vinto diversi premi internazionali, con documentari che indagano le condizioni esistenziali del quotidiano dei bambini e degli adolescenti nei campi profughi palestinesi.
11/10/2006 12.19