Quando sulla Maiella nuotavano gli squali

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA La Maiella è nata 150 milioni di anni fa e il suo aspetto originario era molto diverso da come appare adesso. Una fantastica barriera corallina prima di “essere spinta” verso l’alto dal movimento dei continenti. (nella foto i denti degli squali primitivi)

L'AQUILA La Maiella è nata 150 milioni di anni fa e il suo aspetto originario era molto diverso da come appare adesso. Una fantastica barriera corallina prima di “essere spinta” verso l'alto dal movimento dei continenti. (nella foto i denti degli squali primitivi)


Secondo quanto riferisce il sito www.montagna.tv nel periodo Giurassico si sono cominciati a depositare i primi sedimenti calcarei della montagna.
L'intera zona, a quanto pare dagli studi effettuati negli anni, era allora completamente sommersa dalle acque marine ricche di molluschi di varie dimensioni e anche di pesci di ogni tipo da coccodrilli a squali.
«A testimoniare tale vita scomparsa», scrive l'esperta Paola Ottino, «sono oggi i resti di quegli animali, fossili di interesse particolare dai quali è possibile ricavare dati preziosi per lo studio paleoambientale e paleozoologico dell'area compresa nell'attuale Parco Nazionale della Maiella . Nel contesto delle conoscenze paleozoologiche, lo studio delle associazioni a ittiodontoliti (denti fossili di pesci) provenienti dalla Maiella costituisce dunque un importante elemento per conoscere la fauna che popolava i bacini miocenici di queste aree».

Ma sulla Maiella, insieme ai resti fossili che testimoniano la presenza di una fauna tipica del fondo marino (molluschi, coralli, echinodermi e brachiopodi), gli studiosi hanno rinvenuto anche «denti di pesci appartenenti agli Elasmobranchi Squaloidei (squali) e agli Osteitti (orate), oltre a quelli del genere Tomystoma, coccodrilli di ambiente deltizio come gli odierni gaviali del Gange, che testimoniano come la zona era caratterizzata nel Miocene da un clima tropicale con mari non molto profondi e
abbastanza vicino alla costa».

«L'importanza dei denti fossili», spiega ancora la Ottino, «per quanto riguarda gli squali, risiede nel fatto che essi costituiscono l'unico residuo pervenutoci di questi animali. A differenza dello scheletro cartilagineo, che tendeva a decomporsi rapidamente e a dissolversi dopo la morte, i denti mantenevano infatti la loro integrità essendo formati da cristalli di fosfato di calcio ben consolidato. Dal periodo della comparsa degli Elasmobranchi (Devoniano, da 359 a 345 milioni di anni fa) ad oggi poche sono le variazioni avvenute. Pertanto è facile immaginare la vita e l'aspetto degli squali della Maiella, essendo sostanzialmente simili agli attuali».

11/10/2006 9.14