500 visitatori a settimana per la chiesa di papa Wojtyla

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2418

500 visitatori a settimana per la chiesa di papa Wojtyla
L’AQUILA. San Pietro della Ienca, la chiesa sul Gran Sasso, tanto cara a Giovanni Paolo II, sta diventando una meta di pellegrinaggi e turismo sempre più affollata.   WOJTYLA IN ABRUZZO
La media settimanale supera ormai largamente il mezzo migliaio di presenze e si mantiene costante, anche quando le condizioni meteo non sono le migliori. La testimonianza più autorevole viene dai registri offerti alla firma dei visitatori, che sempre più velocemente esauriscono la loro capienza, tanto che da qualche tempo essi devono essere sostituiti con ritmo mensile.
L'associazione San Pietro della Ienca ha condotto una succinta analisi dei registri, riscontrando che i visitatori provengono da tutta l'Italia, dalla Sardegna come dal Veneto, dalla Calabria come dal Piemonte. Impressionante appare la quantità di stranieri, tra i quali quelli maggiormente numerosi sono i pellegrini e i turisti provenienti da Albania, Argentina, Australia, Belgio, Bolivia, Brasile, Canada, Egitto, Estonia, Filippine, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, India, Lussemburgo, Macedonia, Messico, Olanda, Perú, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Ucraina, Venezuela.

Appare utile dar conto di alcuni tra gli esempi maggiormente significativi dei messaggi che accompagnano gran parte delle firme. Molti esprimono apprezzamento per la bellezza della chiesa e dell'ambiente: «Un posto meraviglioso per un Papa meraviglioso». «Siamo venuti io e Giuseppe ad ammirare questo angolo di Paradiso». «Un posto veramente incantato». «Non sono cattolica e/o cristiana, ma questa chiesetta e questo posto sono mistici: vediamo di mantenerli in modo proprio!». «Oggi ho ritrovato le mie radici nel secondo paradiso terrestre e il bello è che c'è anche Vito. Ti amo, montagna sacra e che il Santo Padre protegga Vito da tutto».

Una ragazza francese ha scritto: «Eccomi nella Chiesa del Papa, posto magnifico, dove posso ristorarmi, lontana dallo stress, dal quotidiano e dalla stupidità umana». Questa l'annotazione di un ragazzo di Avezzano: «Non so se mi sposerò mai, ma di sicuro questa è la mia chiesa».
Numerosissimi, ovviamente, appaiono i messaggi dedicati a Giovanni Paolo II. Da una ragazza italiana, il 18 Maggio, giorno della nascita di Giovanni Paolo II: «Buon Compleanno al Papa e a me!! Un abbraccio alla montagna». Da una signora tedesca, il 7 Aprile 2005: «Volevamo andare oggi in Piazza San Pietro per dare l'ultimo saluto al nostro caro Papa ma non siamo riusciti ad andarci. Siamo venuti qui in raccoglimento. Ciao, Papa Giovanni Paolo». «Tra questi monti, dove l'orizzonte sembra un mare, lo spirito esulta alla grandezza del Creato, Padre Santo fa che in tutto il mondo ci sia pace e amore».
Non mancano le richieste di interventi miracolosi. Una mamma: «Sono qui ancora una volta a chiedervi aiuto per il mio piccolo Lorenzo: è cosí piccolo, indifeso e dolce. Non posso vederlo di stare male». «Simona è stata qui con tutta la speranza nel cuore di superare un esame molto importante».
Ci sono pure attestazioni “per grazia ricevuta”, come questa: «Dopo un anno, sono qui come promesso. Grazie per avermi dato la possibilità di ritornare con l'uomo che amo».
Non poche sono le ingenue e suggestive espressioni infantili. Un bambino canadese: «Spero che nonno non fuma più!!!». Una bimba italiana: «La chiesa e le mucche sono bellissime».
Tra le formule più originali c'è addirittura la testimonianza dell'avvio di un matrimonio. Un Niki e una Monica, il 6 Agosto del 2005, sottoscrivono entrambi una breve invocazione in cima alla pagina: «Caro Giovanni Paolo, proteggi le nostre famiglie». Poi, riempiendo l'intera pagina con caratteri enormi, il solo Niki scrive e firma: «Monica ti amo tantissimo. Mi vuoi sposare?». Subito sotto, con la stessa grafia della precedente invocazione, appare un semplice e risolutivo «Sí».
C'è infine un documento d'estrema preziosità, tracciato il 25 Maggio dell'anno scorso dal Cardinale Stanislaw Dziwisz, che di Giovanni Paolo II è stato il segretario particolare per l'intera durata del pontificato: «Siamo profondamente grati a tutti coloro che hanno voluto ricordare in questo posto il Santo Padre Giovanni Paolo II, che tanto amava le montagne e che è venuto qui diverse volte per contemplare Dio nella bellissima natura dell'Abruzzo».

04/10/2006 8.46