La "Linea colore" di Cecilia Falasca a Popoli

Alessandro Biancardi

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La "Linea colore" di Cecilia Falasca a Popoli
POPOLI – Ancora una volta la Taverna Ducale di Popoli, sede della Sovrintendenza Psae, sarà il luogo che ospiterà un interessante appuntamento artistico-culturale. Oggi pomeriggio, alle 15.30, sarà inaugurata la mostra dell’artista, Cecilia Falasca intitolata “Dalla linea colore alla linea essenza”.
L'approfondimento dei concetti punto, linea, superficie, colore e materia rappresenta il percorso creativo dell'artista abruzzese, la quale ha sempre lavorato sul filo dell'astrazione classica secondo la lezione di Kandinskij amplificata attraverso una carica concettuale finissima che si pone come riflessione e meditazione sulla storia della pittura che va dal Rinascimento al Settecento, dalla Secessione a Matisse. La ricerca artistica di Cecilia Falasca si anima tramite l'elaborazione di composizioni pittoriche sequenziali secondo una misura mentale che regola la quantità e la qualità dei segni, dei colori e dei gesti, realizzando campiture a linee parallele di colore e polvere di grafite su tavole polimateriche le quali, molto probabilmente, giungono dal contatto che, l'artista spoltorese, ha avuto con il maestro Elio Di Blasio.
L'essenzialità rappresenta il denominatore comune delle opere di Cecilia Falasca, che queste siano tavole o installazioni; strutture combinatorie primarie di una gran sensibilità ed emozionalità poetica. Da una grafica più rigida e corposa, dei primi anni, Cecilia Falasca passa ad un segno più fluente, rapido e sottile caratterizzato da toni evanescenti e impercettibili i quali si traducono in una fresca e limpida creatività diretta. Dalle grandi superfici, in cui armoniosamente si sposano segno, colore e materia, Cecilia Falasca passa alla realizzazione di opere tridimensionali, come le “Aste” in legno, alluminio e ferro trattate sempre con pigmenti e polveri materiche.
Nelle installazioni dell'artista pescarese, non si scopre solo la competenza creativa e la sperimentazione di nuove forme di linguaggio; le “Aste”, infatti, diventano un prezioso pentagramma tonale collocato in uno spazio per originare un contatto emotivo storico culturale con il luogo nel quale è ospitato.
La mostra, ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al primo ottobre nei seguenti orari: 10-13 e 18-22 dal lunedì al sabato e 17.30-21.30 la domenica.
Ivan D'Alberto 16/09/2006 9.32