Curiosità: il Volto Santo come modello di riferimento nell’arte

Alessandro Biancardi

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Curiosità: il Volto Santo come modello di riferimento nell’arte
MANOPPELLO –L’immagine del Volto Santo ha affascinato, da sempre, l’intera umanità tanto da diventare oggetto di riferimento nel mondo dell’arte; molti, infatti, sono gli artisti che hanno scelto tale icona come fonte d’ispirazione.
Veronica è il nome della donna che asciugò, con un velo, il volto di Cristo prima di essere crocifisso proprio per il suo gesto (il nome in fatti dal greco significa “la vera immagine”); successivamente, divenne il termine per indicare anche il Volto Santo.
Tra gli artisti più noti che si dedicarono a rappresentare la Veronica troviamo El Greco, pittore cretese che operò tra la fine del ‘500
ai primi anni del 1600. El Greco sviluppò il tema dei Volti Santi e le varie interpretazioni di Santa Veronica, tra cui quello famosissimo conservato al museo di Santa Cruz.
Santa Veronica è presentata a mezzo busto mentre regge il velo con il volto di Cristo; la tela, costruita sul contrasto tra il nero dello sfondo e il chiaro del volto, delle mani e del velo, è composta dal viso di una donna che guarda all'esterno del quadro: stratagemma manierista al fine di far concentrare lo spettatore sull'immagine di Cristo.
Il velo, quindi, diventa l'elemento centrale e anche il punto di maggiore emotività del quadro.

Oltre allo splendido esempio di El Greco i volti più famosi del Cristo sono quello di Giotto nell'opera “Gesù che sale al Calvario”, quello di Piero della Francesca nel “Gesù esce dal sepolcro”, quello di Leonardo ne “L'ultima cena”, ritenuto anche il più bello, e quello di Michelangelo nel “Gesù giudice” il quale si discosta dal cliché comune.




Da ciò si deduce come il popolo cristiano abbia sempre avuto bisogno di un'immagine riconoscibile per venerare il Cristo e, il velo del Volto Santo di Manoppello, rappresenterebbe l'archetipo cui l'arte dovrebbe fare riferimento, insieme alla Sacra Sindone di Torino.
Anche in età contemporanea e, persino oltreoceano, la Veronica continua ad affascinare; l'artista newyorchese Julian Schnabel, nel 1984, ha realizzato l'opera “Il velo di Veronica” conservato a Napoli presso l'Istituto per l'Arte Contemporanea.
Il quadro, fusione dell'astratto con il figurativo, propone una sontuosità preziosa e precaria attraverso l'utilizzo di materiali inconsueti come il velluto e le pelli d'animali. La rappresentazione si mostra cruda e sofisticata attraverso scelte monumentali; il quadro, infatti, è alto due metri e mezzo per tre metri.
Tornando in terra d'Abruzzo, l'ultimo esempio in ordine di tempo, che si riferisce alla Vera Icona è un'opera, donata proprio in questi giorni, al santuario del Volto Santo dall'artista Antonio Mancini, originario di Manoppello ma trapiantato da anni a Milano. Il quadro realizzato ad olio, rientra nei canoni della pittura di Mancini; semplice e ben fruibile, per i suoi modi genuini e lineari nel raccontare situazioni e fenomeni che appartengono alla vita umana; nel caso dell'opera in questione in cui si racconta della venuta del Volto Santo a Manoppello. Tanti esempi, quelli menzionati, che fanno grande la reliquia del centro pescarese, nell'attesa che diventi ancora più grande con il riconoscimento effettivo da parte della Chiesa.
Ivan D'Alberto 02/09/2006 11.50