Sarà permanente la mostra all'Aquila "Le ultime di celestino"

Alessandro Biancardi

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Sarà permanente la mostra ”Le Ultime di Celestino V” di Vincenzo Battista presso il Monastero di clausura delle Suore benedettine-celestine di San Basilio dell'Aquila.
La mostra, che nell'ambito del programma ufficiale della 712.ma Perdonanza Celestiniana ha avuto un significativo successo di presenze (circa duemila) in soli otto giorni, è uno delle iniziative cardine del progetto ”Cordata per l'Africa” teso a raccogliere fondi per la Missione in Africa, intitolata a ”Celestino V”, impiantata dalle Suore di San Basilio quindici anni fa nella Repubblica Centrafricana, a Bangui.
«Una Missione che si dibatte tra mille difficoltà», spiegano gli organizzatori, «legate soprattutto alla mancanza di fondi per realizzare un pozzo per captare l'acqua. Le Suore di San Basilio avevano espresso subito il desiderio di poter disporre in modo permanente, come una sorta di memoria, i trenta pannelli di foto che le ritraggono, in artistici scatti in bianco e nero (i “colori” della loro caratteristica tonaca), nei vari momenti della vita monastica anche perchè negli scatti sono immortalate “sorelle” che oggi non ci sono più».
La richiesta è stata ovviamente accolta dall'Autore che ha donato l'intera mostra al Monastero. Cosicchè i pannelli sono stati già trasferiti dal locali del “Parlatoio” (all'ingresso del Monastero lì dove esiste ancora la “ruota”) in quelli più spaziosi e più interni del “Refettorio”. La mostra sarà comunque fruibile dai visitatori.
«Le trenta immagini», spiega l'Autore nella presentazione della mostra realizzata in collaborazione con la Carispaq-,“istantanee”, “pose”, e anche reportage di brevi viaggi fuori dalla clausura (concessi dall'Arcivescovo Metropolita dell'Aquila con speciale dispensa), «ritraggono l'eccezionalità, l'evento, il desueto delle suore celestine che si recano in visita a due appuntamenti geografici, spirituali, una sorta di mappa dell'identità, la loro stessa ragione di esistenza: l'eremo di Celestino V, a metà costa del monte Morrone, raggiunto, dopo molto tempo a piedi, attraverso l'impervio sentiero e la basilica di Collemaggio, dove riposano le spoglie del Papa del Perdono».

02/09/2006 10.40