A Ortona un seminario per ‘capire’ i canti popolari abruzzesi

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Un seminario per imparare a conoscere, e capire, i canti tradizionali abruzzesi.

 L’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona riprende la propria attività seminariale che ha contraddistinto sempre le proposte culturali dell’ente musicologico abruzzese.

Il primo appuntamento è programmato per domenica 27 febbraio, alle ore 17.30, nella Sala di Musica di Palazzo Corvo di Ortona. Al centro della proposta un tema raramente trattato: quello delle canzoni abruzzesi d’autore. Ovvero il repertorio più noto della canzone abruzzese che però, in genere, è riproposto dai soli cori folcloristici, che comunque scelgono sempre i brani più noti a partire dal  celeberrimo “Vola, vola, vola” di Guido Albanese.

Ma qual è la storia di questi brani, dove sono stati creati, in quali circostanze, da quali musicisti o poeti?  Pochi si pongono tali domande e quasi mai viene spiegata la genesi e il significato autentico di brani che spesso sono eseguiti decontestualizzandoli.

Proprio per questo il seminario propone una lettura diversa di quelli che una volta erano brani che appartenevano alla tradizione dei nostri canti e quindi erano popolari nel senso dell’origine e della diffusione.

Il relatore Gianfranco Miscia e gli artisti Valentina Paolini (soprano), Nunzio Fazzini (tenore), Giacomo Di Tollo (pianista), presenteranno una selezione significativa di canzoni secondo un piano preciso di sviluppo che toccherà diverse tematiche: Dal canto popolare ai primi esempi di canzone d’autoremusica di ispirazione religiosaprimi esempi di canzone popolare d’autorei festival e la stagione d’oro delle Maggiolate di Ortonal’operetta e la musica di scenaun titolo per la gloria.

Il pubblico potrà così riascoltare canzoni famose che magari ha dimenticato o che semplicemente ignorava. Ma le ascolterà in modalità diversa rispetto al passato: in una forma stilistica cameristica e distante dalle campagne, dai mercati, dalle cantine e dagli ambienti in cui erano diffusi. Questo costituisce appunto la novità musicale: riascoltare oggi quel mondo scomparso ma secondo scelte stilistiche particolari e in organici totalmente diversi senza certi strumenti (ad esempio la diffusissima fisarmonica) che oggi sembrerebbero anacronistici.

Si tratta di un viaggio accattivante e divertente alla scoperta o riscoperta di un mondo sonoro che molti di noi si portano ancora dentro e che, appartenendo alle nostre radici, rappresenta una storia che oggi merita una riconsiderazione e che salvaguardata oltre che riproposta in forma di concerto.

L’iniziativa nasce in collaborazione col Centro di documentazione e ricerche musicali “F. Masciangelo” di Lanciano, che per primo ha presentato il seminario (ma con brani diversi) alla fine del dicembre dello scorso anno.

26/02/2011 12.16