Al mediamuseum la mostra antologica di Cesare Gaspari

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Le ‘tracce’ di Cesare Gaspari in mostra al Mediamuseum di Pescara.

Gli spazi del museo del cinema di piazza Alessandrini ospitano infatti, fino al prossimo 23 febbraio, la mostra “Cesare Gaspari Antologica 2003-2011”, a cura di Giuseppe Bacci, organizzata dal MediaMuseum con il Patrocinio della Provincia di Pescara, della Provincia di Ascoli Piceno e la collaborazione della Fondazione Staurós Italiana Onlus.

Si tratta di una mostra fotografica, pensata in tutta la sua complessità, sessanta opere selezionate su carta ai sali d’argento, dipanandosi in più sezioni, sia tematicamente che come consistenza di attinenza all’attività dispiegatasi nell’ultimo decennio dall’autore.

Le rispettive sale della mostra, così come le sezioni del catalogo: Tracce, fotografie di paesaggio in cui si evidenzia la ricerca dello studio del segno e si palesa maggiormente la contaminazione con la pittura e, soprattutto, con la tecnica incisoria: il segno suscita lo spazio, evoca la forma, calamita la luce in ogni sua opera, in ogni suo pensiero.

La Mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato dalle Edizioni Staurós di San Gabriele, a cura di Giuseppe Bacci, recante illustrazioni delle opere esposte, scritti, oltre che del curatore di Ilaria Schiaffini.

Cesare Gaspari, nato nel 1957 ad Ascoli Piceno, consegue nel 1977 il diploma di Maturità di Arte Applicata – Sezione Fotografia Artistica – presso l’Istituto Statale d’Arte Osvaldo Licini di Ascoli Piceno e nel 1980 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Macerata nel Corso di Scenografia.

Ha iniziato la ricerca su immagini in bianco e nero ed ha continuato con il colore anche attraverso le diapositive, realizzando dissolvenze incrociate sonorizzate (Diaporama), partecipando nel 1992 al Festival Internazionale Città di Rieti. Successivamente ha perfezionato la stampa del bianco e nero.

Ha fotografato artisti, anche di fama internazionale, frequentando le Gallerie d’Arte Saletta Rosa Spina e L’Idioma di Ascoli Piceno.

La sua ricerca non è tanto il ritratto quanto lo studio del segno e nel 2005 espone a Roma Tracce, in un Salotto Culturale della famiglia de Haën, esponendo, oltre a Tracce, la sequenza architettonica dello spazio espositivo La Casa della Cupola. Dal 2003 ad oggi ha portato avanti una costante  ricerca fotografica riguardante il contesto sociale, culturale, territoriale ed esistenziale in cui vive, attraverso racconti per immagini, un’interpretazione della sua  realtà.

Vive e lavora ad Ascoli Piceno

14/02/2011 8.25