Giornata della Memoria: «l'orrore dei campi e la puzza dei forni crematori»

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. La Giornata della Memoria ha visto a Montesilvano una delle celebrazioni più toccanti, con la testimonianza del sopravvissuto Ermando Parete.

 Parole ripetute centinaia di volte, raccontate a memoria: eppure anche per lui è stato difficile trattenere l'emozione.

Ha ricordato l'entrata nel corpo della Guardia di Finanza nel 1942, la guerra in Jugoslavia. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, l'unione ai partigiani e la cattura.

Poi il viaggio verso Dachau, «ammassati su carri bestiame per 3 giorni e 3 notti», l'orrore dei campi, circondati dai fili spinati con l'alta tensione e dalla puzza dei forni crematori «in funzione 24 ore su 24».

E poi le frustate, i lavori forzati, gli esperimenti scientifici vissuti come cavie, il cibo mangiato direttamente dalle mani. Il momento dell'appello: sputi addosso a chi non capiva il suo numero in tedesco.

Poi i capò dicevano: per pulirvi leccatevi l'un l'altro. «E se non lo facevi ti sparavano, c'era poco da scherzare».

Qualcuno in sala si è commosso. Parete però ha ricordato il suo attaccamento alla patria: «Ho vissuto ogni giorno come fosse l'ultimo. All'alba, una domanda: resterò vivo fino a sera?  Pensavo, quando mi fucileranno morirò gridando "viva la guardia di finanza, viva l'Italia"».

Nella sala conferenze del Palazzo Baldoni ieri mattina c'erano anche Shalom Hazan, rabbino direttore del centro ebraico di Monteverde, Niccolò Rinaldi, eurodeputato e autore del libro "Piccola anatomia di un genocidio", il consigliere provinciale Attilio Di Mattia, che in veste di vice presidente della Fondazione Parete Bratspis Shalom ha voluto organizzare nella sua città un 27 Gennaio ricco di testimonianze.

«Di fronte a chi è sopravvissuto a questo orrore», ha ammonito Shalom Hazan «dovremmo solo stare zitti e ascoltare».

Rinaldi ha ricordato che l'Europa di oggi nasce come reazione alla tragedia dell'olocausto: «una pagina che, tra qualche contraddizione e difficoltà, l'Europa si è messa alle spalle. Ma come il male si è manifestato nell'Italia e nell'Europa dei miei genitori, può tornare anche oggi».

«La Fondazione Parete Bratspis Shalom», ha spiegato Attilio Di Mattia, «nasce per combattere ogni forma di razzismo e antisemitismo, e tutelare i diritti civili. Io sono convinto che lo strumento per farlo sia la conoscenza. Se vediamo una persona che viene malmenata, nel nostro quartiere, oggi come oggi è possibile che si decida di tirare dritto. Ma se conosci quella persona, anche hai trascorso dieci minuti con quell'uomo, o se solo sai qualcosa della sua famiglia, allora forse il tuo comportamento sarà diverso».

Davanti ai relatori, i quadri dell'artista pianellese Mira Cancelli, che ha dedicato molti dei suoi lavori ai diversi olocausti nella storia recente dell'umanità.

Hanno concluso la serata la musica e gli estratti letterari per testimoniare la cultura yiddish: interpreti Luisa Torrese, Giovanni Ciaffarini, Ubaldo Di Gregorio, Nicola Russo, Carlo Castorani, Maria Rosaria D'Orazio. L'impegno di Parete per testimoniare l'orrore continua, anche su internet: il 15 Febbraio, nel giorno del suo compleanno, verrà attivato il sito fondazioneparetebratspisshalom.it.

28/01/2011 14.53