Stéphan Hessel a L'Aquila il giorno della memoria

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Ruotante attorno al caso letterario-politico dell’Indignez-vous!, l’incontro-dibattito “La diaspora dei terremotati aquilani. Rassegnazione, indignazione o rivoluzione” – promosso dal Centro Documentazione Artepoesia Contemporanea, con la collaborazione dell’ Associazione Culturale onlus “Cittadini x i Cittadini” dell’Aquila – cercherà di fare il punto sulla situazione etico-sociale della comunità aquilana stravolta dal catastrofico sisma del 6 aprile.

Scritto dall’ultranoventenne Stéphan Hessel per le edizioni  Indigène di Montpellier,  già alla decima ristampa con circa un milione di copie vendute, il pamphlet Indignez-vous! non ancora edito in Italia, sarà presentato in prima nazionale da Antonio Gasbarrini (giovedi 27 gennaio 2011 ore 17 nella sala conferenze dell'Hotel castello -fontana luminosa-) che metterà in rilievo la perfetta assonanza tra l’appello all’ “indignazione attiva” rivolto dall’intellettuale franco-tedesco ai giovani francesi e quella corale dei cittadini aquilani riassumibile nella parola d’ordine “Noi alle 3.32 non ridevamo). I continui richiami di Hessel alla Resistenza antinazista in Francia e alla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (alla cui redazione ha partecipato attivamente), faranno da filo conduttore all’intero incontro-dibattito.

A seguire la proiezione del cortometraggio di Luca Cococcetta “Mi fa male” (sceneggiatura di Bonifacio Liris, 17’ circa) in cui un cittadino aquilano terremotato, ripreso davanti ad uno specchio e nella desolazione più totale, vive e rivive i momenti più acuti della sua indignazione, ma anche la speranza (Hessel insiste molto su questa parola, contrapponendola all’esasperazione), di un rinnovato rapporto dialettico tra un io perdente ed un noi vincente.

Marcello Gallucci riattualizzerà il substrato etico-ideologico del libro “L’Universo concentrazionario” (scritto negli anni Sessanta, ma pubblicato in Italia solamente in quelli Novanta), di un altro intellettuale francese, Daniel Rousset, ampliando la portata della sua analisi condotta per i lager nazisti, ai gulag staliniani e, ai giorni nostri, alle militarizzate tendopoli aquilane.

Spetterà al giovane Federico D’Orazio ricapitolare i momenti più salienti dell’indignazione aquilana incarnata simbolicamente da il Popolo delle Carriole (abbattimento delle grate della zona rossa, rimozione delle macerie, occupazione dell’autostrada, marcia su Roma, occupazione della sede della Giunta regionale abruzzese, SOS macerie di democrazia, ecc. ecc.).         

La testimonianza scritta di uno delle decine e decine di migliaia di giovani indignati, coinvolti nella rivoluzione pacifica tuttora in corso in Tunisia, sarà data con la lettura di alcuni brani della  corrispondenza scambiata sul social network con la  cittadina aquilana A. C., molto attiva all’interno del Popolo delle Carriole e dell’Assemblea cittadina in Piazza Duomo.

Alvaro Jovannitti e Fabio Ecca dal canto loro, riannodandosi alla tesi di fondo sostenuta da Stéphan Hessel sulla stretta connessione esistente tra l’indignazione e un solidale impegno civico, parleranno rispettivamente della Resistenza antinazista a L’Aquila e dell’attualità della Costituzione italiana ai giorni nostri.

La mostra di testi ed immagini documentanti le aberrazioni della Shoah, curata da Alberto Aleandri con l’esposizione di una serie di pannelli, sarà un’utile occasione per i visitatori per ripercorrere memorialmente una delle più orribili pagine dell’intera storia del Novecento.

A conclusione dell’incontro-dibattito, coordinato da Pina Lauria, sarà data lettura di una poesia scritta da uno dei 9 giovani martiri aquilani trucidati dai nazisti alle Casermette dell’Aquila il 23 settembre del 1943, idealmente dedicata, per la sua stringente attualità, al “coetaneo” Hessel.

 25/01/2011 9.20