Fara Filiorum Petri: rilasciato il marchio "Le Farchie"

Alessandro Biancardi

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CULTURA E TRADIZIONI. FARA FILIORUM PETRI. Il sindaco: «diffidate dalle imitazioni».

 Manca meno di un mese alla tradizionale Festa delle Farchie a Fara Filiorum Petri (16 gennaio) e già in paese si pensa all’organizzazione della manifestazione.

Importante novità viene annunciata dal sindaco, Domenico Bucciarelli: «Nei giorni scorsi abbiamo provveduto al ritiro del marchio brevettato “Le Farchie”, depositato presso la Camera di Commercio di Chieti. Questo significa che il Comune di Fara Filiorum Petri è unico titolare del marchio che non può essere usato da altri paesi. Ciò naturalmente non significa che altri paesi non possano festeggiare la Festa di S. Antonio Abate (santo protettore di Fara Filiorum Petri), ma essi non sono autorizzati a chiamare i loro fuochi con il nome “Farchie”».

L’importante novità è accolta con soddisfazione dai cittadini che, negli ultimi anni, hanno visto incrementarsi le manifestazioni che si rifanno alla tradizione tipica di Fara Filiorum Petri, spesso creando confusione nei turisti e negli amanti di questa tradizione.

«Il nostro non vuole essere un atteggiamento campanilistico, ma è soltanto la forte volontà dei miei concittadini di salvaguardare una tradizione secolare e una festa riconosciuta tra le più caratteristiche e importanti d’Italia», continua il sindaco, il quale chiude con un richiamo alle istituzioni affinchè  adoperino uno sforzo maggiore per contribuire alla salvaguardia delle tradizioni, «investendo quei pochi finanziamenti pubblici esistenti su eventi come questi e non con finanziamenti “a pioggia” senza selezione alcuna e senza valutare la diversa importanza delle diverse manifestazioni».

«Occorre credere nel turismo e investire su di esso», insiste Bucciarelli. «Bisogna crederci e non continuare con una politica di tagli senza investimenti. L’anno scorso, a fronte di una spesa di ben ventimila euro e con una manifestazione seguita da almeno seimila spettatori, abbiamo ottenuto solo novecento euro dalla Regione e nulla dalla nostra Provincia. Così non si và da nessuna parte».

23/12/2010 10.24