Ricostruita a Mantova la biblioteca di Ennio Flaiano

Alessandro Biancardi

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ENNIO FLAIANO

MANTOVA. Ennio Flaiano é stato uno dei protagonisti della nostra cultura del secondo Novecento e quest'anno, centenario della sua nascita, lo si ricorda in più occasioni, tra teatro, cinema, arte e letteratura. Anche il Festivaletteratura, che si svolge a Mantova da mercoledì a domenica, ha voluto inserirsi in queste celebrazioni ma lo fa come sempre a modo suo e con un'idea originale e curiosa: la ricostruzione a Palazzo dell'Agricoltura della biblioteca personale di Flaiano.

«Flaiano, scomparso nel 1972, è stato un irregolare, conosciuto dal grande pubblico soprattutto per il cinema, quale sceneggiatore, per La dolce vita, per Via Veneto, che animava con le sue celebri battute incisive e corrosive, forse meno proprio come letterato. E' questo suo aspetto che abbiamo pensato di presentare al pubblico in modo singolare, aiutandolo a capire il personaggio attraverso i libri che amava e che lo hanno formato, quelli della sua biblioteca», spiega Alessandro Della Casa della Segreteria del Comitato organizzatore del Festival. Non è stata, pare, un'impresa facile, comunque riuscita e resa possibile «dall'entusiasmo di tutti coloro che sono stati coinvolti, a cominciare dall'Archivio Prezzolini della Biblioteca cantonale di Lugano, dove sono depositate le carte di Flaiano e si conservano gli oltre mille volumi della sua biblioteca di studio, quella più personale».

 Si è partiti quindi dall'elenco dei "Libri della biblioteca di E. Flaiano" curato da Diana Ruesch, cui tuttavia mancano quelli rimasti alla ex Bottega teatrale di Gassman a Firenze e alcuni ceduti al Centro manoscritti dell'Università di Pavia. «Siamo andati a ricercare tutti gli stessi esemplari e possibilmente la stessa edizione presente nella raccolta di Lugano, prima attraverso il catalogo delle biblioteche della Provincia di Mantova, poi di quelle della Lombardia e infine un po' di tutta Italia», racconta Della Casa, aggiungendo che quelle che hanno fatto i prestiti sono oltre ottanta e sono elencate all'ingresso.

L'intenzione è quella di far sì che ognuno possa curiosare, leggere, stare nella biblioteca e aprire i libri come fosse nello studio di Flaiano, per cercare di capirlo, di sentirlo più vicino. Per aiutare il pubblico del festival, comunque, sono previste quattro visite guidate da esperti di Flaiano: Anna Longoni, curatrice delle opere per Adelphi; Bruno Gambarotta, amico; Marcello Veneziani, estimatore; Hans Tuzi, scrittore e esperto di biblotecnomia, ognuno presentando un suo percorso di lettura, di titoli, per affrontare un aspetto della personalità di Flaiano e indagarne le sue curiosità e la sua formazione.

Qualche curiosità: per ora solo quelle che anticipa Umberto Massarini, direttore della Biblioteca di Merano, che dice di aver scoperto sugli scaffali dello scrittore un inaspettato libro in spagnolo sul senso del torear e l'Almanach des Coccotes del Novecento e poi tantissimi libretti d'opera, volumi di poesia, ma c'é anche tanta filosofia, quasi tutti i grandi autori della letteratura francese in lingua originale e i grandi russi. E tra gli italiani, pare ci sia assai poco Calvino.

 

06/09/2010 8.04