Antiche Madonne d'Abruzzo in mostra a Trento

Alessandro Biancardi

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TRENTO. Dal 4 dicembre 2010 al 5 maggio 2011 il Castello del Buonconsiglio di Trento ospiterà la mostra “Antiche Madonne d’Abruzzo. Dipinti e sculture lignee medioevali dal Castello dell’Aquila”.

In esposizione una ventina di opere fra dipinti su tavola e sculture lignee, databili tra la fine del XII e gli esordi del XIV secolo, in gran parte salvate dai vigili del fuoco dal Museo Nazionale d’Abruzzo dopo il terremoto dell’aprile 2009, come documenta il filmato Arte salvata.

Sono inoltre proposte due sculture concesse in prestito dalla diocesi di Teramo: la straordinaria Madonna di Castelli e la Madonna della Cattedrale di Teramo, al pari delle altre elaborate dagli abili intagliatori e pittori che hanno operato stabilmente o transitato in Abruzzo nel corso del Medioevo.

Tutte le opere erano state esposte temporaneamente al Castello Piccolomini di Celano (AQ), nel Museo Nazionale della Marsica.

Tra i dipinti spiccano la Madonna de Ambro e la Madonna di Sivignano, tra le sculture la Madonna di Lettopalena (CH), databile alla fine del XII secolo. Questi capolavori ben rivelano come l’Abruzzo sia stato un crocevia di culture e un centro di elaborazione di spinte culturali aggiornate, grazie ai frequenti contatti con i territori d’oltralpe e l’Oriente bizantino, sulle rotte dei pellegrini e dei commerci lungo la Via degli Abruzzi e per le vie del mare.

La Madonna delle Concanelle da Bugnara, e i simulacri provenienti da chiese di Scoppito e Collettara, nei pressi dell’Aquila, ascrivibili al Duecento, delineano il profilo di una regione dalla vivace attività artistica, legata ad una pratica devozionale radicata nel tessuto sociale popolare. Ammirevoli, come prodotti di un’abilità tecnica che investe non soltanto l’arte dell’intaglio ma anche quella pittorica, anche la Madonna di Pizzoli e la Madonna di Penne (PE), con il volto ancora adolescente e la scollatura che le copre le spalle.

In chiusura della mostra è esposta la Madonna di San Silvestro, proveniente dall’omonima chiesa aquilana, che rappresenta un esempio eloquente del nuovo gusto ‘francese’ diffusosi dopo l’affermazione della sovranità angioina nel Regno di Napoli.

La mostra, curata da Lucia Arbace, è frutto della collaborazione tra la Soprintendenza B.S.A.E. dell’Abruzzo e della Provincia di Trento. Catalogo Allemandi, con testi di Lucia Arbace, Gaetano Curzi, Alessandro Tomei e Marta Vittorini.

22/11/2010 18.16