Stagione teatrale Avezzano, si parte con l'Edipo re

Alessandro Biancardi

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AVEZZANO. Prende il via il 3 novembre la stagione teatrale di Avezzano, promossa dall’ATAM e dal Comune: otto spettacoli che spaziano dai grandi classici alla drammaturgia del nostro tempo, intrecciando insieme Sofocle e Pirandello, Molière e Amado, Clementi e Duurrenmatt. L’apertura è affidata all’Edipo Re di Sofocle, nella traduzione di un autore contemporaneo, Raul Montanari.

Lo spettacolo si basa su una rilettura dell'originale sofocleo, integrato dai sunti teorici di diversi studiosi e in particolare di Sigmund Freud e di René Girard. Freud riteneva che Edipo Re prefigurasse la metodologia che consente l'esplorazione dell'inconscio: la psicoanalisi.

Ecco allora che Antonio Calenda evoca nello spettacolo la messa in scena di una ricerca, che ripercorre all'indietro il tempo, per riafferrare il senso vero e profondo di un passato che è stato frainteso. 

Ed Edipo - rimandando a un immaginario mitteleuropeo che ci appartiene - ci appare freudianamente disteso sul celebre lettino, mentre attraverso indizi disseminati nel suo vissuto, ricostruisce e riscrive con parole di atroce verità il proprio percorso esistenziale, individuando finalmente le radici del proprio conflitto interiore.

L'intero spettacolo fonda la propria essenza sul concetto del "vedere": un leitmotiv concettuale che diventa momento di un paradosso nella conclusione della tragedia (l'accecamento di Edipo) ma che ritorna costantemente durante l'intera messinscena anche sul piano delle immagini. La scena di Pier Paolo Bisleri cela e rivela personaggi dietro velati neri, una scatola, uno spazio quasi mentale in cui Edipo è rinchiuso, le luci di Gigi Saccomandi ribadiscono la dialettica fra luce e buio, chiarezza e mistero. Completano l'allestimento i costumi di Stefano Nicolao e le musiche di Germano Mazzocchetti.

02/11/10 12.19