Fotografia. "Luce feconda genera luce" la mostra di Ardea Montebelli

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Con una tecnica fotografica di estrema raffinatezza Ardea Montebelli traduce in immagini le suggestioni dell'architettura sacra abruzzese. E' un percorso fotografico in bianco e nero incentrato su tre delle più note abbazie d'Abruzzo: San Clemente a Casauria di Castiglione a Causaria, di San Liberatore a Maiella di Serramonacesca, di Santa Maria D'Arabona di Manoppello e la chiesa di Santa Maria Maggiore di Pianella. 37 fotografie, accompagnate da 13 testi sulla spiritualità tratti dalla sacra scrittura e da alcune composizioni dell'autrice.
La particolarità delle rappresentazioni è la luce, una luce non frequente per le fotografie di soggetto religioso, ma particolarmente suggestiva per esaltare gli antichi luoghi della cristianità.
La mostra dal titolo “Luce feconda genera luce” sarà inaugurata sabato 31 marzo alle ore 16,30 presso la sala espositiva adiacente al teatro D'Annunzio di Pescara, e sarà visitabile con ingresso libero fino al 21 aprile nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì 9-13,15 - 17,30 e il sabato 9-12. Le chiese presenti in mostra sono avvolte da una luce sfumata, quasi trasfigurata, nella sacralità tipica di ogni chiesa, grazie anche all'utilizzo di una particolare tipologia di pellicola, quella ad infrarosso - ormai quasi introvabile - ma utilizzata spesso dalla Montebelli per le sue fotografie, in quanto più adatta ad evocare atmosfere surreali.
L'artista riminese, che ha scelto queste quattro opere architettoniche abruzzesi in quanto colpita dalle bellezze dei luoghi e delle antiche chiese così ben conservate, vuole, come ha dichiarato lei stessa, «far vivere nel linguaggio fotografico la luce che risplende da questi capolavori proponendo sentieri luminosi che portano alla luce vera, quella di Cristo».

29/03/2007 15.39