Riviera di Pescara: Il mare non si vede, ecco il video

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un video di quasi dieci minuti, realizzato dall'associazione Mare Libero. Un lungo viaggio dallo stabilimento "Medusa", quasi al confine con Montesilvano, fino alla Madonnina, lì dove termina il lungomare di Pescara.

PESCARA. Un video di quasi dieci minuti, realizzato dall'associazione Mare Libero. Un lungo viaggio dallo stabilimento "Medusa", quasi al confine con Montesilvano, fino alla Madonnina, lì dove termina il lungomare di Pescara.

Ben nove chilometri di riprese, probabilmente in sella ad una moto e poi montati con un semplice ma divertente sonoro.
La telecamera è rivolta sempre verso il mare, peccato che di acqua se ne veda pochissima e in brevissimi punti.
E' questa l'ultima trovata dell'associazione che si batte ormai da mesi per "restituire" ai cittadini di Pescara la spiaggia.
Il video riesce a comunicare molto bene il motivo delle continua proteste dell'associazione.
Per tutto il tragitto, infatti, si può vedere soltanto una lunghissima schiera di stabilimenti balneari, ringhiere, palazzine di cemento armato, alcune bianche, altre colorate, altre in legno.
Una massa uniforme di costruzioni medio piccole che non lasciano nemmeno intravedere l'acqua.
In alcune zona la telecamera zooma poi sulle reti sistemate dagli stessi balneatori per delimitare l'area d'accesso ai comuni cittadini.
Il video, così come il manifesto che si intravede nei primi fotogrammi o il sito internet www.marelibero.org, rientrano nella campagna di comunicazione che il comitato ha messo in piedi per denunciare «il degrado che si è prodotto in tutti questi anni sul nostro arenile con la continua costruzione di manufatti edilizi non rimovibili che impediscono l'accesso in spiaggia e oscurano la vista del mare, e sensibilizzare l'amministrazione alle istanze della collettività».

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26/03/2007 9.43