Il "Simbolo del Multiculturalismo" e l’opera di Francesco Perilli

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Manca solo l'Oceania, ultimo dei cinque Continenti, per completare il progetto dell'artista neretese, Francesco Perilli. La sua opera, il “Simbolo monumentale del multiculturalismo” è stata installata in America (a Toronto, in Canada); in Europa ( Sarajevo in Bosnia-Erzegovina); in Asia (Changchun in Cina) e da ultimo in Africa (Buffalo City In Sudafrica). L'obiettivo del progetto è quello di gemellare idealmente i Continenti del mondo sotto il segno del multiculturalismo.
«Le differenze sono connaturate agli individui e di conseguenza il dialogo e l'armonia tra le diversità ispirate dal reale, esprimono le ragioni che costruiscono la storia dell'umanità – afferma Perilli - . Il Multiculturalismo è la tendenza intellettuale che si occupa del fenomeno interculturale e della derivazione dall'incontro tra culture diverse. Le “civiltà” rappresentano oggi un insieme di micro-culture che, interessate da costanti cambiamenti, vengono sottoposte a un perenne mutamento in senso multiculturale. E la cultura non ha confini ne padroni: è patrimonio dell'umanità».
Il progetto dell'artista neretese – sostenuto dal Comune di Nereto, dall'Unione dei Comuni della Val Vibrata, dalla Provincia di Teramo, dalla Regione Abruzzo, dal Consorzio Energeia – dal 1985 ha fatto davvero “il giro del mondo”, facendosi conoscere non solo a tanti popoli ma anche a tante personalità del mondo della cultura, della politica, dell'arte. Nel 1985 una miniatura dell'opera fu donato all'allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Nel 1991, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha scelto l'immagine del Simbolo del Multiculturalismo per una sua pubblicazione. Il bozzetto dell'opera è anche esposto nel Museo Nazionale Sudafricano intitolato a Nelson Mandela.
A dicembre del 2006, alla presenza delle autorità africane e di una delegazione abruzzese composta dal sindaco di Nereto Sergio Moroni; dal consigliere provinciale, Leandro Di Donato; dal direttore del Consorzio Prosa, Giuliano Pulcini; da Anna Di Egidio e Giovanna Di Saverio in rappresentanza del Comitato per il Multiculturalismo di Nereto e da Gabriella Piccinini (Energeia), il “Simbolo” di Perilli è stato installato in Sudafrica, nella Provincia di Nelson Mandela, a Eastern Cape.
«Un Paese simbolo del multiculturalismo – ha affermato Leandro Di Donato, questa mattina, in conferenza stampa parlando dell'iniziativa – un Paese laboratorio di pace».
«Un'accoglienza straordinaria – ha raccontato il sindaco di Nereto, Sergio Moroni – che ci ha consentito di costruire rapporti culturali, artistici e istituzionali con questa Provincia africana che ha dato i natali a Nelson Mandela».
E a Nelson Mandela, il Comune di Nereto, ha conferito la cittadinanza onoraria mentre la sindaca di Buffalo City, Ntombentle Peter, ha partecipato nel novembre scorso alla fiaccolata per la Pace organizzata dal comune vibratiano.
Francesco Perilli ha già avviato i contatti istituzionali con la città di Sidney, in Australia, dove si vorrebbe installare il Simbolo del Multiculturalismo, completando così questo gemellaggio ideale con tutti e
cinque i continenti.
NOTA SULL'OPERA

La figura umana rappresenta l'uomo universale, infatti, essa è raffigurata senza volto e senza capelli proprio per evitare qualsiasi caratteristica, che possa identificare una razza o un'etnia.
Lo sforzo che l'uomo compie, è teso ad unire il mondo e ciò vuole significare che spetta all'uomo riunire ciò che l'uomo ha diviso.
La scelta del cerchio (o della sfera) non è casuale, infatti, esso vale ad esprimere la totalità compresa nel rapporto tra l'uomo e la globalità della natura. Il simbolo del cerchio che si manifesta nel culto solare dei primitivi o nelle religioni moderne, nei miti o nei sogni nei motivi “mandala” dei monaci tibetani, nei piani regolatori delle città o nelle concezioni dei primi astronomi, indica sempre l'aspetto essenziale della vita, la sua complessiva e definitiva globalità.
Gli otto meridiani tirati su da colombe hanno anch'essi un preciso significato simbolico: poiché rappresentano i quattro punti cardinali e le relative direzioni intermedie della rosa dei venti, a significare che le culture provenienti da ogni parte contribuiscono tutte alla costruzione del globo.

09/02/2007 17.26