Le feste dedicate a Sant’Antonio

Alessandro Biancardi

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1949

CASALINCONTRADA

A cinque anni dalla tragedia che colpì l'intero paese, a causa della morte di una bimba, schiacciata da un trattore agricolo che aveva perso il controllo nel centro cittadino, torna quest'anno, grazie all'opera della Pro Loco e dell'amministrazione comunale, l'antica e tradizionale rassegna dei carri di Sant'Antonio a Casalincontrada: oggi, 13 gennaio, alle 14.00, il corteo delle “panettelle” (dal nome di un panino tipico che si prepara nei forni di campagna, fatto con l'anice) partirà da contrada Iconicella per dirigersi nel cuore del paese dove i carri allegorici, che rappresentano scene di vita contadina, sosteranno senza compiere la tradizionale sfilata, circondati dall'allegria dei festeggiamenti. Domenica 14 gennaio, invece, seconda parte della tradizione: alle 12 la processione, a conclusione della quale, in piazza del Muncipio, ci sarà la cosiddetta “estrazione dei mai”, una divertente e chiassosa asta di salami e prodotti tipici. Alle 17 la “riffa del maiale”, con in palio un intero suino, e il “ballo della pupa” chiuderanno i festeggiamenti.
«Pur non dimenticando la tragedia che ha colpito profondamente la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco, Concetta Di Luzio – ci sembrava giusto e doveroso riprendere dopo alcuni anni una tradizione secolare, che ha segnato la storia di Casalincontrada e che costituisce una dei segni di identità più forti della nostra civiltà contadina, legata fortemente alla figura di Sant'Antonio Abate».

ROSCIANO

L'associazione culturale “La Panarda” organizza la quarta edizione de “Lu Sant'Andonie”. La manifestazione è prevista per oggi pomeriggio, sabato, presso la frazione di Villa San Giovanni e sarà articolata in due momenti. Alle ore 15.30 si svolgerà il rito
della sacra paraliturgia per la benedizione degli animali e dei prodotti della terra sul sagrato della chiesa parrocchiale, mentre in serata, a partire dalle ore 20.30, presso la piazza principale del
paese, ci sarà sia l'esibizione del gruppo “Le Santandunire” di Catignano, il quale proporrà alcune delle scene tratte da “Le tentazioni di Sant'Antonio Abate”, che il concerto del coro folcloristico “Sotto la Torre” di Cepagatti, il quale rievocherà canti, melodie ed atmosfere della tradizione contadina abruzzese. Per l'occasione sarà allestito un padiglione riscaldato capace di contenere fino a 400 persone.
Al termine della serata, intorno ad un gran falò, acceso al centro della piazza, i membri dell'associazione “La Panarda” offriranno, a tutti gli intervenuti, porchetta, salsicce e dolci preparati nelle aziende agricole roscianesi. «Ancora una volta – ha dichiarato Antonio Mezzanotte, Assessore alla cultura del Comune di Rosciano nonché Presidente dell'associazione “La Panarda” – ci ritroveremo tutti in piazza per festeggiare il cuore della stagione invernale, nel solco della devozione a Sant'Antonio Abate. La festa ha un significato più profondo che s'individua in quei valori di solidarietà e dello stare insieme intorno ad un ideale “focolare” di piazza, il quale rafforza il senso civico d'appartenenza alla nostra comunità paesana».
Ivan D'Alberto 13/01/2007 11.25

ALFEDENA

Una tradizione che si perde nella notte dei tempi quella della festa di Sant'Antonio Abate. Ormai un appuntamento irrinunciabile, sotto i monti della Meta che il 17 gennaio è imprescindibilmente legato all'eterna celebrazione dei fuochi.
Una giornata che inizia la mattina ben presto, con la gente del paese intenta ad organizzare la legna da accatastare per prepararsi alla cerimonia della benedizione dei fuochi.
L'anziano parroco Don Camillo Lombardi successivamente condurrà per le strade di Alfedena la statua del Santo che uscirà in processione dalla chiesa dei SS.mi Pietro e Paolo, tra il vanto dei paesani che pretendono “l'onore” del trasporto. Il fuoco è l'icona di una giornata tipicamente profumata dal fumo dei grandi fusti di cerro e faggio che ardono fieri negli enormi falò. Una testimonianza che è indelebile nelle anime delle nuove generazioni. Un giorno anche loro avranno l'eredità e la responsabilità di tramandare un baluardo che ancora resiste dell'unica celebrazione alfedenese. Motivo di ricordi per molti che vedono allontanarsi il passato legato a quei riti immortalati da sempre nella speciale giornata con le incolmabili assenze dei propri congiunti. E' Il circolo della vita.
Luogo dove tra i fuochi: della “pescara”, “re' casili”, “dell'ara”, “ ru' colle della croce”, “della piazzetta”, “della canapina”, si vive un'allegria che frequentemente sfocia in “bacco”, come vuole la migliore usanza, avvolti nel calore delle alte fiamme che difendono tutti dalle temperature proibitive di questo periodo. Anche i bambini hanno il loro falò, che curano con solerzia e dove preparano i loro spuntini.
Quando il sacro diventa folclore senza trasgredire, ma rafforzando un appuntamento di un abruzzo legatissimo alle proprie radici storiche. Andate al fuoco di Crispino, tra canti dialettali, stornelli e risate. A quello della “Fonte Rasiccia” di piazza Aufidena, dove a tutti i visitatori è offerto un buon bicchiere di vin brulè, cazzariegl e fasciuol ed a sorpresa altre leccornie.
Questi i contorni della serata che diventa mattino quando i primi e soffusi bagliori dell'alba, confondendosi con il fumo dei carboni superstiti, esaltano il bel paesaggio delle Mainarde, come in un quadro di Charles Moulin. Nessuno potrà mancare tra gli oriundi che invadono la capitale, al richiamo delle origini che i loro avi tradirono agli inizi del novecento, per selciare le vie di Roma. La festa finirà allo spegnimento dei fuochi che dove per chiunque c'è sempre un bicchiere di “quello buono” ed una speciale accoglienza che questo antico popolo sannita non ha davvero mai dispensato a nessuno. Provare per credere.
Fabrizio Fusco 15/01/2007 16.21