Domani la presentazione di un volume dedicato all’ex Aurum

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Un'edizione speciale dei “Quaderni delle Tamerici” interamente dedicata all'edificio dell'Aurum, con immagini inedite sulla sua storia accompagnate da interviste, resoconti, testimonianze e supporti grafici. Sarà lo storico edificio della Pescara del Novecento il protagonista dell'iniziativa promossa per domani, venerdì 29 dicembre, nei locali della libreria Book and Wine di Portanuova, fra il nuovo tribunale e l'università.
A partire dalle 18 il presidente del Consiglio comunale Gianni Melilla e l'assessore ai lavori pubblici Armando Mancini parleranno dell'intervento di ristrutturazione dell'ex liquorificio, facendo il punto della situazione partendo proprio dalla pubblicazione del volume «Ex Aurum. Storia, sviluppo, prospettive», edito da Carsa Edizioni nella collana Quaderni delle Tamerici, lo strumento per il confronto sulla città voluto dall'associazione «Le Tamerici salmastre ed arse».
«La rinascita dell'edificio ed il rilancio della Pineta dannunziana», si legge nell'annuncio degli organizzatori, «sono infatti il frutto di un lungo impegno civile di molti esponenti delle istituzioni, dei sindacati, delle associazioni a partire dagli anni Ottanta. E' stato proprio in quegli anni che si è iniziato a discutere con intensità della necessità di recuperare l'edificio simbolo di una storia industriale e di una scuola architettonica apprezzata dagli addetti ai lavori».
L'Aurum, nella sua configurazione attuale, deriva infatti dall'integrazione fra il Kursaal, costruito dall'architetto pescarese Antonino Liberi all'inizio del '900, ed una integrazione complessiva progettata dall'architetto Giovanni Michelucci alla fine degli anni '30. Un'intervista datata 1988 all'allora 98 enne ma attivissimo decano degli architetti è presente all'interno della pubblicazione.
Il Kursaal, come scritto nell'introduzione del volume, fu inaugurato nel 1910 con l'obiettivo di promuovere uno sviluppo turistico della città di Pescara, obiettivo tuttavia non centrato all'epoca e per questo, nel 1918, l'edificio viene affittato ai fratelli Pomilio, che lo avrebbero adibito nel giro di pochi anni alla produzione del liquore. E' questa l'attività della struttura - nel frattempo modificata e ampliata dagli interventi di pregio firmati da Michelucci, che le hanno dato le sembianze attuali - fino all'inizio degli anni '70, quando con il trasferimento dello stabilimento industriale fuori Pescara inizia il decadimento del complesso ed il suo passaggio di mano in mano, fino all'impegno decisivo del Comune.

28/12/2006 10.35