L’aquila. Goya e Picasso: sono già 400 i visitatori

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Circa quattrocento persone hanno già visitato la mostra “Picasso e Goya. Incisioni a confronto”, inaugurata giovedì scorso e in corso di svolgimento nell’ex Convento di Santa Maria dei Raccomandati dell’Aquila, in corso Vittorio Emanuele II n. 124. Lo ha reso noto l’assessore alla Cultura, Maurizio Dionisio, che ha organizzato e promosso l’evento.
«L'ottimo afflusso riscontrato nei primi giorni – ha spiegato Dionisio – conforta la scelta dell'amministrazione comunale di allestire questa esposizione. Inoltre, va sottolineato l'apprezzamento che abbiamo ricevuto tanto per la mostra quanto per la sede che la ospita. Apprezzamento venuto sia dai turisti che dagli addetti ai lavori e dalle istituzioni culturali della città».
Dionisio, in questo senso, ha citato l'Accademia delle Belle arti.
«Con grande piacere – ha affermato – ho ricevuto la telefonata del direttore di questa prestigiosa struttura, Eugenio Carlomagno, il quale, oltre a complimentarsi per l'iniziativa, ha anche prospettato l'opportunità di arrivare a un accordo con l'Accademia, per consentire agli studenti di fruire agevolmente dell'esposizione stessa. Mi auguro che, nei prossimi giorni, ci sia anche la massiccia presenza delle scolaresche abruzzesi, come concordato con il direttore regionale scolastico, Nino Santilli».
La Tauromaquia di Francisco Goya consiste in 40 incisioni all'acquaforte, acquatinta, puntasecca e bulino. Goya produsse questa collezione nel 1815 all'età di 69 anni e in essa si racconta di come l'originaria caccia ai tori nell'aperta campagna fosse stata, in seguito, elaborata e raffinata dai Mori ed infine come divenne lo sport dei re e dei principi sotto Carlo V nell'XI secolo.
La Tauromaquia o “Arte del torear” di Pablo Picasso consiste invece in 26 incisioni all'acquatinta allo zucchero. Con questa collezione, datata 1957, Picasso esprime il suo più profondo amore e rispetto per la cultura delle proprie radici iberiche, valorizzando lo spettacolo popolare nel pathos delle scene nella lotta per la vita del toro e la morte inflitta dall'uomo: la tragedia nell'arena identifica la suggestione o la follia del rito sacrificale avvertibile in ogni tratto, in ogni posa, in ogni scena.
La mostra al museo di Santa Maria dei Raccomandati resterà aperta fino al 28 gennaio 2007 tutti i giorni, tranne il 25 dicembre ed il 1 gennaio, dalle 9 alle 13 e dalle 15,30 alle 19,30.


13/12/2006 8.46