"60 anni di memorie", Mario Spallone ed i tarocchi di Togliatti

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. A quindici anni dall’ultimo libro “Vent’anni con Togliatti” Mario Spallone torna nelle librerie con “60 anni di memorie”, romanzo che ripercorre le vicende degli ultimi sessanta anni della storia italiana. Non è un’autobiografia, ma un romanzo che attraverso i ricordi dell’autore, racconta la storia di vari personaggi importanti della politica italiana con cui Spallone ha vissuto fianco a fianco.
Mario Spallone, nato a Lecce dei Marsi nel 1917, è stato anche sindaco di Avezzano, ma è famoso per essere stato il medico personale di Palmiro Togliatti, oltre che di gran parte dei componenti del Partito Comunista e di molti altri protagonisti della vita politica del Paese.
Dalla Marsica a Roma Spallone ne ha fatta di strada, da quando giovane medico aveva aperto un ambulatorio in cui prescriveva certificati e smistava le pratiche per potersi operare in Russia. Spallone è poi diventato medico di fiducia di personaggi come Amendola, De Gasperi, Leone, Moro, Andreotti, e delle ambasciate dell'Est a Roma.
Un prestigio, personale e professionale, che in molti hanno celebrato nel corso della cerimonia di presentazione del suo nuovo libro, tenutasi ieri presso la sala Celestiniana del complesso polifunzionale di Collemaggio. Sono intervenuti l'on. Remo Gaspari, la presidente della provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti Stefano Pallotta, i due co-autori del libro, Vincenzo Rea e Albano Bandoli. Tra il pubblico, intervenuto numeroso, anche i patrioti della Brigata Majella.
«A distanza di anni dagli ultimi due libri di memorie ci siamo chiesti che senso avesse pubblicarne uno in più che ripercorresse gli stessi periodi storici» ha affermato nel suo intervento Pallotta «ma il senso è contenuto nelle belle pagine di storia del nostro Paese, parole che raccontano non la vicenda personale di Mario Spallone, ma la vita quotidiana e l'umanità dei tanti personaggi che egli ha conosciuto».
Questo non vuol dire «guardare dalla serratura per carpire segreti e pettegolezzi» ha sottolineato Pallotta, ma raccontare una serie di aneddoti che mettono in luce aspetti nuovi e a volte curiosi dei più grandi personaggi italiani.
Come ad esempio la passione di Togliatti per i tarocchi, secondo Spallone il segretario del Partito Comunista, tutte le mattine, estraeva da un tiretto della sua scrivania un mazzo di tarocchi e prima di affrontare la giornata si divertiva a consultarle per cercare di scoprire cosa gli riservava il destino. Oppure la rinuncia ad un incarico importante, la cattedra di Clinica Medica all'Università di Perugia, compiuta per non abbandonare la sua professione di medico di fiducia dei grandi personaggi. A proposito di Togliatti Spallone ricorda «quando lo assistevo da medico era come se mi prendessi cura di dieci milioni di italiani».
A lui stette vicino anche dopo l'attentato del 1948.
Un libro, quindi «che rilegge il passato in maniera ortodossa» ha affermato Pallotta «Spallone narra le vicende oggi oggetto di controversie e di dibattiti in modo fedele, perché secondo l'autore ciò che è stato non si può riscrivere».
Stefania Pezzopane, prima di consegnargli una targa ricordo della serata, ha parlato di Spallone come di «un uomo brillante, che svolge ancora un ruolo importante per la difesa del territorio, un uomo legato alle proprie radici, ma che al tempo stesso se ne è distaccato, riscattandosi dalle origini umili».
Dal canto suo, Mario Spallone, alla soglia dei novanta anni, ha ancora tutta la vitalità e la voglia di continuare a raccontare, come egli stesso ha ammesso: «sarò costretto a scrivere un altro libro, c'è così tanto da dire. Vorrei mettere a disposizione la mia esperienza alla gente che vorrà ascoltarmi – ha detto – e lasciare un valido insegnamento ai più giovani».
Mara Iovannone 17/11/2006 12.00