La mostra di Giuseppe Modica a Teramo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1359

Lo Studio d'Arte Forlenza di Teramo, giunto al suo ottavo appuntamento con i grandi protagonisti dell'arte del secondo Novecento, presenta una importante personale del pittore Giuseppe Modica dal titolo Una stanza in mezzo al mare, oltre 20 dipinti ad olio della produzione più recente del noto artista siciliano, personalità di rilievo della più qualificata pittura italiana.
La mostra potrà essere visitata fino al 26 novembre in via Porta Carrese 28 a Teramo.
«La quintessenza della mediterraneità - scrive la curatrice Maria Cristina Ricciardi - è dentro una stanza che è l'atelier dell'artista, intrisa di mondi medio-orientali, romani e greci, di continui rimandi che accennano tanto all'instabilità dell'acqua come delle cose, una stanza che ci lascia comprendere appieno, attoniti e immersi, il fascino acquoso e solare del “continente liquido”, come Braudel amava definire il Mediterraneo, ampio bacino che mette in contatto l'Europa, l'Africa e l'Asia, antico crocevia di razze e di civiltà. Ed ecco, che nella stanza del pittore, alle bianche saline, fanno eco le piramidi egizie, così come alla solare rotondità dei limoni, dono degli arabi, le circolari cupole islamiche, ed alla morbida pienezza delle nuvole che transitano e si riflettono sui vetri, quella delle dolci e levigate sinuosità femminili, non di terrene creature ma piuttosto di dee, appartenenti a questo stupefacente olimpo che va da Gibilterra al Bosforo, in un lungo perimetro di coste, in cui si affacciano popoli europei, asiatici ed africani. Giuseppe Modica è nato a Mazara del Vallo, e questo è il mondo che si porta dentro, e che ci restituisce, integralmente riscritto sul filo della memoria e dell'immaginazione […] E molto è stato scritto sulla sua “sicilitudine”, del rapporto con Sciascia, sensibile lettore della sua pittura, della sua stretta parentela con la sospesa malinconia di un Brancati. Lui, siciliano come Guttuso, Caruso, Guccione, metafisico come Piero della Francesca, come De Chirico».

BIOGRAFIA

Nato a Mazara del Vallo (TP), nel 1953, si interessa alla pittura sin da giovanissimo. Nel 1973 si trasferisce a Firenze dove frequenta l'Accademia di Belle Arti e dove risiede fino al 1986, anno in cui si stabilisce definitivamente a Roma. Gli anni fiorentini risultano fondamentali alla sua formazione e alla sua maturazione culturale e stilistica che guarda sì al passato (attraverso la lettura approfondita di Piero della Francesca, delle soluzioni cromatico-luministiche di Vermeer, del neo-impressionismo di Seurat, e dello spaesamento metafisico di De Chirico), ma risulta vivamente interessata anche agli esiti ed agli sviluppi delle più recenti ricerche artistiche. Nel 1973 tiene le sue due prime personali nel Palazzo del Comune della sua città natale e alla Galleria C.F.T di Palermo. A partire dal 1982 intensifica il processo di analisi interiore, che lo porta ad accentrare la sua attenzione sul tempo, la memoria, la luce. Realizza quindi una serie di cicli di opere su precise tematiche: fortezze, memorie islamiche, mulini a vento, saline, cave di tufo, case-fortezze abbandonate, interni con giovani donne, ateliers con grandi specchi, forme che si richiamano vicendevolmente, immerse in una luce naturale ed artificiale al tempo stesso. Tiene numerose personali nelle più qualificate gallerie d'arte italiane, ed in importanti sedi pubbliche quali la Tour Fromage, Aosta (1991), il Palazzo dei Diamanti, Ferrara (1993), la Casa dei Carraresi,Treviso (1997), il Palazzo Comunale di Mazara del Vallo (2002), il Complesso del Vittoriano, Roma (2004), il Museo Civico di Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo (2004). Della sua attività si è occupata la critica più qualificata: Santini, Micachi, Giuffrè, Venturoli, Sgarbi, Grasso, Strinati, Fagiolo Dell'Arco, Goldin, Faccenda, e gli scrittori Giorgio Soavi e Leonardo Sciascia. E' Docente Ordinario di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, città in cui vive e lavora.

23/10/2006 14.49